Quando i libri diventano app

KoboÈ curioso come cambiano i tempi. E soprattutto è rimarchevole la velocità con la quale cambiano le abitudini delle persone, sempre più collegate in rete, sempre più ‘vive’ nel web diventando parte integrante di esso.

Immaginate cosa significava 20 anni fa cercare un’informazione: certo all’epoca avevamo la televisione, ma le notizie comunque erano canalizzate, indirizzate da chi conduceva e ancora oggi continua a condurre – molto spesso in maniera totalmente parziale – i telegiornali… per non parlare degli approfondimenti di ogni genere e di ogni argomento, la ricerca a volte era estenuante. Oggi, semplicemente avendo un terminale connesso, ogni ricerca di cui abbiamo più o meno bisogno può essere fatta semplicemente digitando ciò che ci interessa su Google (certo a volte non è che troviamo quello che ci serve, ma al 90% dei casi si!).

E soprattutto, immaginate cosa significava all’epoca scrivere: era un diritto/dovere di pochi scrittori, quelli veri, quelli che con la penna facevano vibrare le corde degli animi più sensibili e non solo. Oggi invece, è sufficiente un laptop e tutto ciò che si vuole offrire al mondo intero può essere pubblicato senza troppi sforzi.

Quali sono gli svantaggi? Uno su tutti: troppi scrivono troppo! Con internet si è persa l’ufficialità e l’eleganza delle informazioni, ognuno può dire quello che cavolo gli frulla per la testa senza stare a badare alle conseguenze (personali e di massa), ognuno può fingersi scrittore di lunga data… E poi ci sono quelli che s’inventano i lavori più assurdi: una volta ho letto di un tizio che si dichiarava ‘esperto di Facebook’ quasi ostentandolo come un mestiere, sono scoppiato a ridere ma in realtà toccherebbe piangere. Non è raro incontrare personaggi privi di spirito [auto]critico e delle necessarie competenze che si arrogano titoli variopinti.

Quali sono i vantaggi? La rete è totale libertà, la rete è viva, è fatta di persone con i suoi pregi e i suoi difetti. Le persone condividono praticamente tutto sui social network – a cominciare da Facebook – ma non solo…  ognuno di noi è potenzialmente collegato ad ogni persona di questo mondo. Quello che 20 anni fa si sapeva al telegiornale della sera (quando questo ‘poteva’ pubblicare determinate notizie) oggi può essere fruito in ‘real time’, istantaneamente, e non c’è filtro che regga. Un esempio su tutti? Neda, ragazza iraniana dilaniata dalla polizia di stato durante i moti studenteschi: quello che le è successo è stato scoperto dal mondo intero grazie ad un tweet, contenente il link al video che la mostra moribonda per terra sanguinante a più non posso!

Non tutte le novità vengono per nuocere: come si evince da quest’articolo del Corriere, BigG apre le porte al mercato dell’editoria italiano per la vendita di libri in formato digitale. Dopo Apple e Amazon, Mountain View sceglie il Bel Paese come il primo non anglosassone, una bella soddisfazione per i lettori italiani! I libri vengono venduti attraverso Play e possono essere sfogliati direttamente dal browser: Google ha deciso di puntare sulla quantità e la qualità dei titoli – per iniziare circa 7 mila messi a disposizione da Mondadori, RCS e GeMS – lasciando all’utente la scelta del device che più gli aggrada (Kindle escluso, chissà come mai… comunque supponiamo che con il Kindle Fire, non ancora disponibile in Italia, sia possibile consultare gli e-book tramite il browser).

Anche se, la notizia più curiosa è sempre quella che meno ti aspetti: la casa editrice Sellerio ha deciso di mettere a disposizione in modalità audio alcuni racconti di uno dei suoi scrittori di massima espressione, Andrea Camilleri. Si comincerà con “Romeo e Giulietta”, gli altri seguiranno a breve.

Per la serie, alzi la mano chi avrebbe scommesso un solo centesimo che Camilleri si sarebbe travestito in versione tecnologica per stare al passo con i tempi… Io personalmente no, e voi?