Il risiko dei Social Network

RisiKoIl mondo dei social network attraverso l’immagine creata da Vincenzo Cosenza sul suo blog, assomiglia al risiko, o se volete alle mappe delle elezioni statunitensi. Un monitoraggio che Cosenza porta avanti dal giugno del 2009, quando già Facebook era dominante. Quasi tre anni dopo, la supremazia dell’azienda di Mark Zuckerberg è ancora più straripante. Eppure quello dei social network non è mai stato un mercato globalizzato, vuoi per le differenze linguistiche, vuoi perché le reti sociali sono essenzialmente tra connazionali. Quasi ogni paese con una propria lingua ha avuto un proprio social network di successo, magari nato da una start-up: in spagna Tuenti, in Germania Mix, Bebo nel Regno Unito, in Polonia Nasza-klasa, in Cina Qzone, in Russia Ve Kontakte, nei Paesi ex sovietici di lingua russa, Odnoklassniki, in Brasile Orkut e così via. Queste realtà, piccole e grandi (la cinese Qzone ha quasi mezzo miliardo di utenti), sono state via via superate da Facebook, tanto che nel 2009 erano 17 e ora sono appena 6 (si veda la grafica sotto). Non è un caso se l’azienda col logo blu ha mangiato Instagram per la modica cifra di un miliardo di euro e si prepara alla quotazione in borsa.

Interessante l’eccezione dell’italia, che non ha mai avuto un social network nazionale. E infatti la diffusione di Facebook è stata davvero esplosiva e ha spazzato via in maniera ancora più veemente rispetto ad altri Paese il frastagliato panorama rappresentato da Hi5, Netlog, MySpace e Badoo, quest’ultimo luogo prediletto per la provoloneria e l’ostentazione di corpi muscolosi e finemente depilati: il social network infatti rimane, a oggi, il più visitato dopo Facebook, davanti Twitter, iper-discusso dal mondo del giornalismo nazionale.

Secondo i dati raccolti da Vincenzo Cosenza attraverso Alexa e Google, Facebook è ormai il sito leader in 127 su 136 Paesi analizzati. Sono 845 milioni i membri attivi, la maggioranza relativa in europa (223 milioni). Il vecchio continente supera il nord America di un soffio, ma è un sorpasso importante e l’Italia è una delle roccaforti di questa supremazia, dove il numero di iscritti e di 21 milioni (per intenderci, si calcola che i navigatori in rete siano 27). Più della metà di costoro accede al proprio profilo ogni giorno.