Troppa fretta nel valutare Instagram

The real lesson here isn't about Instagram - it's about how little we trust Facebook

— Nilay Patel di The Verge

Instagram ha cambiato i termini del servizio facendo intendere – esplicitamente – che comincerà a “monetizzare” la propria attività con delle sponsorizzazioni. La cosa non ha fatto piacere agli utenti e agli appassionati di tecnologia. Da un certo punto di vista è condivisibile: vedere le carte in tavola cambiate da un giorno all’altro non piace a nessuno.

Ma non si può pretendere di avere un servizio gratis e “subirsi” le sponsorizzazioni non è poi un grosso fardello. Chiunque voglia tutelare la propria privacy farebbe bene a non condividere pubblicamente le foto più personali.

Mi sono stupito molto della reazione delle persone su Twitter e su Facebook, in molti sostenevano e sostengono che Instagram voglia “vendere” le foto come un fotografo professionista o usarle per campagne pubblicitarie (nel senso più puro del termine: prendere un’immagine, modificarla e piazzarla dove vogliono).

Strategia bizzarra sebbene sia noto che gli utenti non sono particolarmente sensibili agli atti di forza delle compagnie, spesso li ignorano.

Comunque potete stare tranquilli, il mito delle foto vendute è una baggianata come sottolinea The Verge. Buona lettura.

Update 18/12/2012: l’azienda ha appena chiarito la sua posizione.