Uno smartphone Microsoft non è una grande idea

Windows Phone 8Microsoft è cambiata, Microsoft sta cambiando. Per l’azienda fondata da Gates vendere il software lasciando agli altri il poco proficuo hardware si è rivelata l’arma vincente per diventare ricca e prosperosa ma oggi non è più così.

Chi in tempi non sospetti aveva puntato sulla chiusura e l’integrazione ha avuto il suo riscatto.

Inseguendo il cambiamento

Per cui prima di Microsoft è stato il mercato a cambiare, polarizzato su ecosistemi più o meno aperti caratterizzati da una forte integrazione hardware/software. Qualcosa che nel mondo dei sistemi di alta fascia, quelli che girano all’oscuro dagli occhi indiscreti, è stato sempre dato per scontato.

In un mercato in cui il colosso non è il monopolista ma il nuovo entrante – i tablet – si è reso necessario fornire un prodotto di qualità superiore ai plasticoni di Acer & Co ed ecco spiegato Surface. Una tavoletta dal design ricercato che mostra a caratteri cubitali il paradigma frutto della mente di Gates, il PC+. Non un device basato sulle gestures ma che si avvantaggia anche delle gestures mantenendo parte del sapore dei vecchi, tradizionali e forse un po’ troppo bistrattati personal computer.

Surface non è solo la leva per spingere gli OEM a fare prodotti migliori, Microsoft avrebbe pianificato una produzione fra le 3 e le 5 milioni di unità in un trimestre. Sono numeri simili a quelli del celebrato Nexus 7, che in caso di successo significheranno una marginalizzazione dei partner nel medio-lungo periodo. Del resto la casa può decidere il prezzo di Windows RT scoraggiando facilmente i produttori dal praticare strategie troppo aggressive.

Immaginate un salotto con la XBox a fare da console (e set-top-box) e un Surface poggiato sul tavolino, non male eh? Il passo succesivo è uno smartphone della casa e il Wall Street Journal non ha perso tempo per ri-tirare fuori il rumor. Ma ha davvero senso?

Tablet e smartphone non sono lo stesso mercato

Un Windows phone chiuderebbe il cerchio e avvicinerebbe più che mai Microsoft al modello che rende Apple la società più capitalizzata del mondo. Sarebbe una grande beffa per Nokia, pseudo-acquisita dalla casa di Seattle che vi ha piazzato un CEO di fiducia e la paga trimestralmente per l’adozione di WP8.

Ma alla fine se Microsoft volesse non guarderebbe in faccia né a Nokia né a nessun altro, solo i dati di mercato. E quando sarà il momento, se ne avrà il motivo, Microsoft lancerà un proprio terminale.

Oggi però ci sono seri dubbi sulla convenienza di una simile mossa. Il primo è alquanto semplice: ci sono già ottime soluzioni Windows Phone 8.

La precedente versione dell’OS imponeva delle restrizioni problematiche all’hardware dei device, soprattutto in termini di risoluzione (800×480) e SoC (Qualcomm Snapdragon single-core). Questi limiti non esistono più e i partner della casa hanno già partorito terminali di fascia alta che competono nelle specifiche con il blasonato Galaxy S III: il Nokia Lumia 920, l’HTC 8X e il Samsung Ativ S.

Inoltre Windows Phone non consente le customizzazioni che hanno reso Android un terreno così vario e frammentato. Cosa dovrebbe offrire una soluzione marcata MS?

Non bisogna poi dimenticare Skype, la compagnia sta puntando molto sul servizio e l’integrazione all’interno di WP8 aggiunge tensione con i carriers. Perché i principali venditori di smartphone dovrebbero aprire le porte a Microsoft piuttosto che ad altri partner con rapporti consolidati come Samsung?

Per questo rimango abbastanza scettico sui rumors pubblicati dal Wall Street Journal. L’azienda ha sicuramente pensato all’evenienza e forse è già al lavoro ma che questa sia la soluzione per difendere la corposa redditività è puro wishful thinking. Almeno oggi, in un futuro nemmeno tanto lontano chissà.