Samsung, Motorola e il futuro di Android

Samsung Galaxy S3L’IPO di Facebook e le sue conseguenze hanno eclissato due fatti rilevanti che possono avere ripercussioni di lungo periodo sul futuro di Android:

In che modo? Prima di affrontare il discorso dobbiamo visualizzare lo stato della piattaforma e dell’industria della telefonia oggi. Android ha indubbiamente spopolato ma le stime dei ricavi per Google sono basse, inferiori al miliardo (addirittura si parla di 600 milioni durante il 2011). Del resto ho ripetuto più volte che l’OS serve a mantenere la presenza sul mercato che sta diventando sempre più importante e che rappresenta l’accesso per continuare a servire l’utenza con le ricerche. Ma se a BigG la redditività di breve periodo non interessa, è importante soprattutto la diffusione, Samsung potrebbe pensarla diversamente.

Lo chaebol coreano è il più grande produttore di smartphone (e cellulari) al mondo. Nel primo trimestre ha smerciato circa 45 milioni di device – smart – e i profitti provenienti dal settore sono secondi solo a quelli di Apple. Il mix di ottima esecuzione, strategia non fantasiosa – diciamo pure semplice imitazione – e la grande integrazione dell’azienda, ha portato risultati straordinari di cui essere soddisfatti. Ma le corporation non sono fatte per essere soddisfatte, puntano sempre alla crescita, e per ottenerla bisogna raggiungere la qualità dell’iPhone almeno nell’immaginario comune. Del resto il keynote di Londra dedicato all’ultimo Galaxy è una chiara dichiarazione d’intenti.

Da un punto di vista “velocistico”, l’hardware di un Galaxy S III è superiore rispetto a quello del Melafonino: ha uno schermo molto più grande ma con la stessa densità e un velocissimo SoC di ultima generazione quad-core. In verità i più attenti noteranno che le plastiche sono non-esaltanti e il design è onestamente bruttino, ma rimane comunque uno smartphone con un certo appeal.

D’altra parte c’è un grosso freno per raggiungere l’iPhone: Android. La creatura di Andy Rubin è nata per essere ubiqua e questo mal si accorda con l’assoluta integrazione della Apple. Inoltre i manufacturer devono aspettare mesi per poter aggiornare i propri device allo stato dell’arte, problema che deriva dal modello di sviluppo di Google. La qualità ne risente molto, non smetterò mai di ricordare che lo “sfigatissimo” iPhone 3G ha ricevuto aggiornamenti fino ad iOS 4.2.1 mentre il 3GS è ancora supportato. Come si può competere con la più grande azienda del mondo senza neanche poter aggiornare con tempestività i propri prodotti?

E stiamo parlando della società che ha “vinto” gli ultimi due Nexus, figuriamoci le altre. Per questo nell’analisi del lancio del Galaxy S III ho affermato che Samsung potrebbe puntare a seguire un proprio fork di Android. Ma Tommi Ahonen suggerisce un altro possibile scenario: beffare Nokia e utilizzare Tizen (erede di MeeGo) nei propri prodotti di fascia alta. Certo a questo punto sembra un po’ un azzardo ma se la società coreana rendesse il sistema compatibile con le applicazioni sviluppate con l’Android SDK, cosa fattibile dato che parliamo di una clean room implementation di Java, non sarebbe una mossa irrealizzabile. L’azienda ha le risorse per andare avanti con le proprie gambe, il vincolo più forte è l’ecosistema degli sviluppatori, ma un proprio marketplace Sammy lo ha già.

Cosa c’entra Motorola in tutto questo? L’azienda è stata ufficialmente acquisita da Google per 12,5 miliardi di dollari. Doveva essere l’arma vincente per difendersi da Apple e Microsoft ma i risultati non sono stati eccezionali. Motorola rimane pur sempre una hardware company e può essere lo slancio per migliorare la consistenza di Android. Wired ipotizza lo sviluppo parallelo di multipli Nexus, che consentirebbe di uniformare anche le interfacce rimaneggiate dai manufacturer. In una certa misura questo potrebbe andare bene a diversi produttori che stanno soffrendo la concorrenza ma Samsung, che sta guadagnando, cosa ne penserà? Non sarà una spintarella in più a creare la propria esperienza Android? Il successo del Fire invita a riflettere (non come il Tavernello…), intanto l’ultima versione di TouchWiz è ancora più estesa e non è un caso.