Project Glass: la realtà aumentata è il futuro?

Project GlassL’altro giorno ho aperto il sito del Corriere e ho notato con sorpresa la notizia del nuovo filone di ricerca e sviluppo di Google, dal nome “Project Glass”, con tanto di video di presentazione, un po’ come il teaser del filmone dell’anno dalla trama ancora non ben definita.

La BigG di Mountain View ha voglia di alzare l’asticella dell’innovazione, come c’ha da tempo abituato. Che Google offra servizi di varia natura di livello superiore rispetto a molti altri – da quelli internazional-popolari tipo Maps a quelli più di nicchia ma comunque molto diffusi come Google Apps for Business – è ormai un assioma dei nostri tempi. Ogni nuovo servizio offerto rappresenta una svolta che a volte è epocale, a volte si riduce a qualcosa di poco più che un semplice fuoco di paglia.

Il concetto di fondo è semplice: Google offre una marea di servizi per milioni di utenti, dalla semplice e-mail alla geolocalizzazione di quasi tutto il globo, al nuovo social network G+ (uno dei fuochi di paglia accennati sopra, almeno per ora, ne abbiamo parlato qui) e così via… Tutti questi servizi fino a qualche anno fa erano accessibili agli utenti con un qualunque personal computer con una connessione quantomeno decente, da qualche anno a questa parte anche sugli smartphone e sui tablet.

Allora l’evoluzione a cosa poteva portare? Semplicemente 2 strade erano percorribili, aumentare la gamma dei servizi oppure proporli in un modo diverso, una nuova user experience. Da qui il concetto di realtà aumentata: vedere il mondo che ci circonda attraverso un nuovo strumento, che ancora non ha un nome ben preciso, ma di fatto si tratta di un paio di occhiali ‘elettronici’ attraverso il quale l’utente avrà una percezione della realtà differente, con più funzionalità, appunto, aumentata.

Così, con una propria utenza puoi cercare qualunque posto con Maps e gli occhiali ti guidano come un navigatore satellitare, puoi parlare/chattare con i tuoi contatti di Gtalk, condividere foto su G+ mentre passeggi per la città o sei in gita, conoscere le previsioni del meteo, gli orari dei mezzi pubblici e percepire la realtà circostante da un punto di vista superiore.

Poche le informazioni circa la data di uscita del prodotto e i prezzi: il primo ad avanzare indiscrezioni circa il Project Glass è stato il New York Times a febbraio di quest’anno, anche per quanto concerne i prezzi (si vocifera tra i 250 e i 600 dollari) e la data di uscita (fine 2012)… ma tutto in maniera abbastanza fumosa da lasciare spazio ad ogni fantasticheria possibile. Per quanto riguarda i limiti tecnologici, la potenza di calcolo necessaria per un simile prodotto può essere facilmente integrata nel volume di una pendrive. Problema maggiore semmai è rappresentato dalle batterie oltre allo stadio non ancora avanzato dell’assistente vocale di Google che non consente di dialogare naturalmente come Siri di Apple. E’ difficile non essere scettici riguardo alla data di lancio.

Staremo a vedere, di rivoluzionario potenzialmente c’è tanto, bisogna solo capire l’impatto del nuovo prodotto sul mercato e come l’opinione pubblica reagirà ad avere uno strumento che lo potrà guidare in ogni esperienza personale, ammesso e concesso che la gente voglia andare in giro con un occhialino stile Neo di matrix per farsi guidare/aiutare su ogni cosa di cui si ha bisogno, rischiando poi di perdere il fascino della scoperta in determinate situazioni: a volte è utile avere una mappa per andare da un posto all’altro specialmente per lavoro, ma vuoi mettere il fascino di perderti nella grande Mela come un qualunque turista straniero che non sa proprio che pesci prendere?

Allora, come per ogni nuovo prodotto immesso nel mercato, il motto dovrebbe essere: se ne abbiamo realmente bisogno usiamolo, altrimenti lasciamolo a casa!