LTE, DTT e le interferenze: si poteva evitare

Cell TowerCome ben ricorderete, lo scorso settembre sono state definitivamente assegnate le frequenze destinate allo sviluppo dell’LTE, con un ricavo per lo Stato pari a 3,9 miliardi di euro. I blocchi di frequenze a cui si fa riferimento sono a cavallo degli 800MHz, 1800MHz e 2600MHz (i 2000MHz sono stati sostanzialmente snobbati).

Già allora si sapeva che il blocco degli 800MHz (i canali dal 61 al 69) avrebbe avuto problemi di interferenze con i canali adiacenti del digitale terrestre ma si decise di procedere con un “chi vivrà, vedrà”. Entrando nel dettaglio, la patata bollente ricade oggi su Telecom Italia, Vodafone e soprattutto Wind che hanno sborsato per quel lotto rispettivamente 1,26 mld, 1,259 mld e 1,12 mld. Guarda caso chi si è aggiudicata le frequenze più “sporche” – più vicine al canale 60 – è anche quella che ha pagato di meno (Wind). Allora perchè c’è stato tanto accanimento sugli 800MHz?

Praticamente le frequenze che ricadono in questa banda garantiscono una maggiore “penetrazione” rispetto alle frequenze di entità superiore. In questo modo è possibile fornire un servizio qualitativamente superiore per quanto riguarda il superamento degli ostacoli, qualsiasi essi siano. Il problema è in primis, di carattere fisiologico, cioè si creano disturbi reciproci tra frequenze contigue ed in secundis di carattere distruttivo per il fatto che il segnale LTE manda in saturazione i decoder DTT precludendo la visione di ogni canale dal 21 al 60.

A questo punto risulterebbe necessario un filtro da installare in ogni abitazione per sopperire al problema seppur non completamente. Ma a chi competono questi costi? Al privato? Alle telco? Wind, che è la più esposta, pare favorevole all’istituzione di un fondo anti-interferenze con una quota del 50% ma Vodafone e TI non sembrano assolutamente intenzionate a pagare. D’altronde la questione delle interferenze era già nota da tempo e la superficialità con cui è stata affrontata da parte del Ministero dello Sviluppo Economico non fa che avvalorare le tesi dei due colossi . Che dire poi delle frequenze che verranno espropriate in futuro (canali da 49 a 60)? Faranno la stessa fine? Siamo sicuri che i servizi LTE partiranno, come annunciato, fra fine 2012 e inizio 2013?