Il Nexus Tablet di Google sarà un game changer?

Google Nexus TabletAndroid ha ottenuto dei risultati significativi – a dire poco – nel settore smartphone, probabilmente facendo arricchire più Samsung che Google. Nel mercato tablet, al contrario, si è dimostrato incapace di attirare sia la clientela che gli sviluppatori, mostrando le sue debolezze. Complici anche i produttori che si sono presentati con soluzioni dal rapporto prezzo/prestazioni vicinissimo all’iPad senza fare i conti con chi quel mercato l’ha creato e gode ovviamente di un’immagine più solida, oltre che di un’ecosistema più maturo.

Chrome OS non ha cambiato la situazione, anzi è stato più una proof of concept che un vero e proprio prodotto. A dare lo smacco più grosso è stata Amazon, con un tablet semplice ed economico, che ha spostato il focus dall’hardware ai contenuti. Il Kindle Fire è motorizzato Android anche se la versione è completamente customizzata ed è stato estirpato il market-place di BigG. Il suo successo mette in crisi il controllo di Google sul proprio lavoro e per porre ai ripari è necessario un tablet brandizzato.

Così il Nexus Tablet presto o tardi arriverà, è semplicemente inevitabile. I rumors parlano di una soluzione sviluppata da ASUS con un price point di circa 150 dollari, al di sotto della concorrenza. E’ fondamentale per la società di Page e Brin rimanere al passo con il mercato e non farsi spodestare, ma rilevo almeno due grossi problemi:

a) Google non è Amazon e non è Apple… E’ brava nei servizi web ma nei contenuti multimediali non compete con le altre due compagnie (no iTunes no party);

b) quando parliamo di prodotti brandizzati, come i vari Google phone, l’azienda ha dimostrato di non avere le grandi capacità di marketing – che non si limita solo alla pubblicità – dei competitor.

Un tablet targato Google sarà un game changer? Non credo proprio, se venderà bene rallenterà l’emorragia aperta da Amazon. Di sicuro non minerà l’iPad e neanche il futuro Windows 8. Più passa il tempo e più ho l’impressione che la casa di Mountain View si stia indebolendo. Aumentare l’ubiquità e sviluppare un serio competitor di Siri – su cui la casa è già a lavoro da diversi anni – sono traiettorie obbligatorie per non perdere terreno.

  • http://twitter.com/alessiodd Alessio Di Domizio

    Google sta ballando la musica che suona Apple, dopo che la sua visione cloud-centrica è stata superata da approcci meno radicali e più pragmatici – da quando esiste Gmail si parla di Gdrive, nel frattempo è nato Dropbox e Gdrive è ancora su carta.

    L’acquisizione di Motorola poi non so proprio come classificarla…

    Per il Nexus tablet: il Nexus non è certo il più venduto terminale Samsung, e sì che Android su smartphone ha successo. L’idea che un tablet Nexus possa scalfire il successo di iPad o del Kindle Fire mi sembra allo stato delle cose puro “wishful thinking”.

  • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

    Grazie per il tuo commento Alessio. Sono perfettamente d’accordo con te,
    BigG sta perdendo lo smalto. L’acquisizione di Motorola difficilmente produrrà valore a meno che Google non si metta in testa di fare seriamente concorrenza ai manufacturer Android. Per il suo modello di business è una strategia discutibile.