HTC One X, Android fatto come si deve

HTC One XQualche tempo fa ho espresso il mio apprezzamento per il binomio Nokia-Microsoft, coppia che purtroppo sta andando molto male con ricadute devastanti per la società finlandese. In particolare era evidente la mia noia per le soluzioni Android liberamente ispirate agli iPhone come i vari Samsung e LG. Fortunatamente la taiwanese HTC ha risvegliato in me l’apprezzamento per la piattaforma grazie al suo One X LTE (AT&T).

Il terminale è da poco disponibile negli USA, di seguito due consigliatissime review:

In verità la prima versione di questo bellissimo smartphone era uscita il 2 Aprile, ben un mese fa. Ma il modello 3G è equipaggiato con Tegra 3, un SoC con quattro core molto valido ma basato ancora sui “collaudati” Cortex A9 e sovradimensionato per uno smartphone. Al contrario il One X di AT&T, che in verità è un One XL (LTE) rimarcato, è dotato di un molto più accattivante dual-core Snapdragon MSM8960.

Questo System-on-a-Chip viene prodotto da Qualcomm su design proprio con processo a 28nm, contro i 40nm di Tegra. Include il più aggiornato baseband della casa compatibile con praticamente ogni connettività esistente sul globo e dai consumi ridotti.

Uniamo a questo uno schermo da 4.7 pollici (1280×720) di grande qualità, una batteria da 1800 mAh e un design da favola e la ricetta è pronta.

Perché mi piace? Quattro semplici ragioni:

  • è bellissimo e non assomiglia neanche un po’ ad un iPhone;
  • è equipaggiato con il SoC più avanzato del pianeta;
  • non ha un inutile quad-core;
  • non ha quel clone di iOS della TouchWiz.

I risultati sono straordinari. Lo smartphone è il più veloce sulla piazza per quanto riguarda il comparto CPU mentre quello grafico – Adreno 225 – si difende benissimo. Dal canto suo la versione con Tegra 3 dispone di una GPU marginalmente più performante e vanta diversi titoli ottimizzati disponibili su TegraZone. La batteria però ringrazia lo Snapdragon: grazie ai 28nm il One XL dimostra di essere uno dei più longevi terminali esistenti, con buona pace dell’esoso LTE.

L’unico rammarico è Sense, una buona interfaccia che rimane pur sempre una customizzazione poco utile di Ice Cream Sandwich. Ma del resto come non si può capire il produttore taiwanese, differenziarsi è una chiave per il successo e tutti i manufacturers hanno cercato di mettere del loro dentro Android. Colpa di Google che lo ha permesso.

HTC è un’azienda che ha saputo sfruttare l’OS di BigG per salire alla ribalta, meritatamente. Sono lieto di vederla sfornare prodotti convincenti e differenziati dalla mainstream, tra l’altro caratterizzati da un design di grande qualità. Chissà se vedremo mai il One XL in Italia.. Nel dubbio gli appassionati possono consolarsi con il One S, la versione “in miniatura” (4,3″) sempre con lo Snapdragon, ma con un display di qualità peggiore e minore autonomia oppure con il One X con Tegra 3, comunque un valido terminale.