Google I/O: Android 4.1 Jelly Bean, Nexus 7 e molto altro

Sergey Brin Project GlassNon si può dire che sia stato un avvio noioso quello del Google I/O oggi. Alle 9.30 ora del pacifico, 18.30 da noi, i ragazzi di BigG hanno aperto l’evento mostrandoci i futuri prodotti dell’azienda. Personalmente non mi è sembrato di vedere svolte epocali, così come è stato per il keynote di iOS 6, ma tante novità interessanti sono state annunciate. Come al solito non farò la “telecronaca” dell’evento: The Verge ha caricato tante di quelle info che sarebbe un lavoro titanico batterli. Mi limiterò a fare le mie considerazioni sui prodotti e le strategie.

Quando mangio amo tenere per ultimo le cose più buone, così partirò dagli annunci meno esaltanti per procedere verso quelli davvero interessanti.

Project Glass
Ok, lo ammetto, mettere per primo Glass è stata una provocazione. Non perché la soluzione non sia interessante, lo è dannatamente, ma perché al termine della piccola e pacchiana dimostrazione Brin ha rivelato che saranno venduti a 1.500 dollari e solo ai developer che vorranno farne richiesta. L’arrivo? Per i primi mesi del 2013.

[Momento di bullaggio=ON] Direi che questo mette il timbro “azzeccata” sulla profezia numero 6.
[Momento di bullaggio=OFF]
Tornando con i piedi per terra, Brin e compari hanno affermato che Glass è tremendamente leggero. L’unità può catturare immagini e filmati oltre a riprodurre informazioni sullo schermo. Per contenere il peso suppongo che gli occhiali si connettano ad uno smartphone, che siano una sorta di periferica. In questo modo non ci sarebbe bisogno di grandi batterie e la progettazione risulterebbe più semplice. Ma sapremo come sono realmente costruiti solo quando i primi sample saranno in giro per il mondo, ne riparliamo ad inizio 2013. Per quanto il prodotto sia figo, anche se il prezzo scendesse a livelli umani, mi viene ancora difficile pensare che porteremo tutti una cosa simile davanti alla faccia.

Forse sono semplicemente poco visionario ma credo siano esteticamente invalidanti.

Nexus Q
Il Nexus Q è un prodotto affascinante. Non credo che lo stile sia adatto a tutte le case ma non si può negare che colpisce l’occhio con un sapore di misticismo e, perché no, di potere. Una piccola pietra filosofale della tecnologia. Peccato che a scoprire funzionalità e prezzo si rimanga delusi.

Google Nexus QQuesto “aggeggio” permette di sparare i contenuti presi dal cloud o dai nostri device sulla televisione o l’impianto audio. Ha anche un amplificatore integrato da 25W che non è male e fa girare Android 4.0 Ice Cream Sandwich. Nel complessivo è un prodotto carino e ha il pregio di essere disponibile da oggi su Google Play (ma arriverà a luglio). Il problema è che costa 299 dollari. Ad onor del vero bisogna segnalare che viene prodotto negli USA ed è per questo che il prezzo appare al di sopra della media.

Nexus 7
Con il Nexus 7 cominciamo a parlare di cose serie. La tavoletta marcata BigG è prodotta da ASUS che a mio avviso ha il pregio di aver realizzato i migliori tablet al di fuori dell’iPad. Il problema è sempre il ritardo di cui soffre Android nello specifico mercato ma il prodotto è convincente. Dentro al Nexus 7 c’è un Tegra 3, un buon parco batterie oltre ad uno schermo dalla risoluzione 1280×800. Non male.

Costerà 199 dollari la versione da 8GB mentre $249 quella da 16GB. Il prezzo, il formato e le caratteristiche palesano la volontà di competere contro Amazon, colpevole di aver preso per le corna Android e averlo sfruttato a proprio vantaggio. Non è chiaro in quali canali di distribuzione verrà commercializato, ma se sarà solo online dubito fortemente potrà raggiungere i volumi del Kindle Fire.

Amazon è più forte a fare il suo gioco anche se bisogna ammettere che Google sta puntando molto su Play e lo sta arricchendo. Ci si aspetta che Bezos riveli il nuovo Fire a fine luglio. La notizie sembra credibile dato il momento e credo che presto scopriremo se la profezia n. 4 si rivelerà vera.

Google+ Events
Durante il keynote sono stati mostrati alcuni dati su Google+ che raggiunge oramai i 250 milioni di utenti registrati, che di media passano 12 minuti al giorno sulla stream. Certo siamo lontani dal campione Facebook ma la creatura di Google sta andando avanti grazie anche a delle politiche aggressive dell’azienda che ha “inglobato” Places dentro G+.

In passato vi ho parlato della deludente ricerca di Facebook, che ha il grande potere di trovare tutti gli eventi in una determinata zona ma che è posizionata e gestita in modo così scomodo da risultare contro-intuitiva. Beh pare che da Mountain View abbiano preso appunti e sviluppato un tool per creare eventi, condividerli anche al di fuori di G+, integrarli con Calendar e riempirli di contenuti multimediali automaticamente. Una soluzione molto interessante, che non si discosta molto da quanto offerto da Facebook, se non fosse che Google+ garantisce una user experience superiore [c’è anche la nuova app per tablet e iPad in arrivo].

Ma rimane molto difficile convincere l’utenza a passare da un posto estremamente popolato e ricco ad uno più scarno, a tratti desertico. Events è un’aggiunta interessante e continua ad affermare G+ come un social “più professionale” rispetto allo spiccatamente consumer Facebook.

Android 4.1 Jelly Bean
Ed ecco il pezzo forte, il nuovo Android 4.1. Il numero non è stato scelto a caso, Jelly Bean non è distante anni luce da Ice Cream Sandwich ma presenta alcune caratteristiche a dir poco interessanti e che possono avere un risvolto forte per le tasche di Google.

Partendo dal basso [coerente con la logica di questo articolo] abbiamo un’interfaccia velocizzata in modo da essere più reattiva. Questo è un aspetto dove Android ha sempre sofferto verso la concorrenza e sono lieto di sapere che hanno lavorato per recuperare il gap. Quando i terminali saranno disponibili scopriremo la bontà del lavoro dei tecnici di BigG. Tra l’altro l’aggiornamento verrà rilasciato a metà luglio per Galaxy Nexus, Nexus S e Motorola Xoom. Oltre al Nexus 7 che uscirà direttamente con il nuovo OS. Il buon Andrea Ciotti ha proprio un Nexus S, il migliore terminale per testare la reattività dato che non è nuovissimo, per cui vi faremo sapere a breve.

Sono stati inoltre introdotti i delta updates per le applicazioni, a fianco di quelli completi. Android 4.1 integrerà la “dettatura offline” solo per l’inglese [per ora]. Le notifiche sono state rinnovate consentendo di richiamare rapidamente oltre ad una integrazione più profonda con Google+. In generale sono novità apprezzate e utili, non c’è nulla da dire.

Le features di peso però sono due: la nuova Google Search e Google Now. La prima è diventata terribilmente somigliante a Siri e può comprendere il linguaggio naturale per eseguire le ricerche più disparate. Quindi BigG si è portata a pari con il principale concorrente per difendere il suo core-business.

Ma Google Now è ancora più interessante. In pratica è una scheda composta da varie card che vengono generate in base alle proprie abitudini, alla location e all’orario. Now potrà mostrarci l’orari dei treni in prossimità di una stazione o indicarci il percorso per arrivare all’appuntamento delle 15.00. Forse non sembrerà così accattivante a prima vista ma generare contenuti autonomamente è il modo perfetto per monetizzare. Google potrebbe aver trovato la strada per far pagare la pubblicità mobile, geo-localizzata e non, segnalando ad esempio i ristoranti della zona ad ora di pranzo.

Naturalmente per produrre ricchezza Google dovrà fare in modo che il servizio sia davvero utile all’utenza, che possa essere preso come riferimento durante le attività giornaliere. L’esperienza d’uso potremo assaggiarla solo all’uscita di Jelly Bean ma non ho dubbi che la notizia più interessante oggi sia il passo in avanti di Android. C’è ancora da capire come l’azienda prenderà di petto la frammentazione imperante della piattaforma e il prossimo (o i prossimi) Nexus sarà determinante. Ma per adesso dobbiamo “accontentarci” di Jelly Bean, solo poche settimane e potremo provarlo.