Galaxy S III, Samsung punta al top

Samsung Galaxy S3Ieri alle 19.00 Samsung ha presentato da Londra la sua ultima meraviglia, il Galaxy S III. Nonostante le indiscrezioni sul cambiamento di nome, lo chaebol coreano ha continuato la “tradizione” senza sconvolgimenti. Ultimamente non ho speso bellissime parole sulla società che ha il merito di sviluppare soluzioni hardware validissime che stonano un po’ con il vizio di mimare continuamente le mosse della Mela. Questo lancio non è un’eccezione, ci sono molte similitudini con il modus operandi di Apple – primo fra tutti il keynote – ma anche un deciso passo in avanti volto a migliorare l’esperienza d’uso e la qualità del prodotto dal punto di vista software.

Ma procediamo per gradi e andiamo a vedere l’hardware. Il Galaxy S III è davvero un terminale impressionante. E’ dotato di uno schermo da 4,8 pollici con risoluzione HD (1280×720), prodotto con tecnologia HD Super AMOLED PenTile.

Il SoC all’interno del bestione (sebbene potrebbe subire modifiche per modelli “regionali”) è un Exynos 4 prodotto da Samsung stessa: è un System-on-a-Chip con 4 Cortex A9 da 1.4GHz prodotto con processo a 32nm. L’unità grafica è una Mali 400 disegnata da ARM, configurata probabilmente a frequenze molto elevate. Le prestazioni sono spettacolari come evidenziato da AnandTech.

Il SoC si comporta molto bene, il miglioramento del processo produttivo porta una diminuzione dei consumi (ancora da accertare quantitativamente) e le frequenze sono abbondanti. L’utilità di un quad-core su uno smartphone è assolutamente limitata, forse pari a 0, ma capisco la scelta da parte della compagnia. Qualcomm è l’unico produttore che sviluppa soluzioni proprie compatibili con le ISA di ARM, per cui è stata la prima ad uscire con un SoC comparabile ai futuri Cortex A15. Tutti gli altri produttori, come NVIDIA, sono rimasti indietro e quindi combattono aumentando il numero di core, per quanto futile sia su uno smartphone. Tra l’altro le rese dei Krait a 28nm sono molto basse compromettendo i ritorni economici di Qualcomm, ma questa è un’altra storia.

Tornando al Galaxy, Samsung ha avuto il buongusto di fornirlo di una batteria da 2100 mAh, davvero grande. Ma del resto lo schermo e il SoC necessitano di energia per funzionare. La fotocamera posteriore è da 8 megapixel ma la sorpresa è quella anteriore da 1,9 che consente di catturare filmati HD. Non male.

Il terminale è disponibile in 3 taglie: 16GB, 32GB e 64GB. Vi ricorda qualcosa? Comunque c’è anche la possibilità di includere una microSD esterna. Infine è presente una Micro USB.

La scocca lascia purtroppo a desiderare: Samsung non ha perso l’abitudine di lavorare con la plastica e l’S III ha persino una verniciatura lucida che lo rende soggetto a graffi, come i vecchi iPhone 3G e 3GS. Il design non è accattivante a mio avviso, l’HTC One X è decisamente più bello.

Di seguito l’hands-on di The Verge:

Nonostante l’ottimo hardware la parte più intrigante sono le aggiunte software. Il Galaxy S III sarà il primo e unico terminale Android con Flipboard oltre ad essere venduto con 50GB di spazio di archiviazione su Dropbox inclusi. E’ stato inoltre aggiunto un assistente vocale chiamato S Voice. La TouchWiz – ora TouchWiz Nature UX – è diventata più di una semplice skin e comprende nuove features per potenziare la user experience.

Samsung sta cercando di creare una propria esperienza Android e questo ha senso. La debolezza della piattaforma nella fascia più alta, essenzialmente come competitor dell’iPhone, è da imputare al modello degli aggiornamenti e alla suite di applicazioni in bundle che presenta diverse macchie. Lo chaebol vuole sopperire alle mancanze di BigG mettendoci del suo.

Detto questo le aggiunte della TouchWiz sono gradite ma ancora non abbastanza. Samsung deve prendere il controllo del software integrando sempre più pesantemente Android, quasi a creare un proprio fork. Garantire gli aggiornamenti continui e rapidi è fondamentale. Allo stesso tempo la compagnia deve rispettare le restrizioni che Google pone sulla piattaforma per poter consentire ai propri terminali di accedere a Play (il marketplace). Competere con quello di BigG sarebbe oneroso e problematico, Samsung è una delle più grandi aziende al mondo ma non ha le leve che possiede Amazon.

Per concludere, il Samsung Galaxy S III è un terminale che punta ad essere un’alternativa vera e tangibile dell’iPhone. Agli occhi delle masse il confronto è sempre stato a favore della Mela che gode anche del vantaggio di aver creato il mercato. Per superare i suoi limiti Samsung ha accennato un “allontanamento da Google” volto a fornire un’esperienza d’uso che competa con quella di iOS. Qualcosa che Android da solo non potrebbe mai dare in quanto è un OS progettato e distribuito con l’obiettivo di essere presente sul più alto numero di device possibile e non per conseguire ampi profitti sui prodotti hi-end. Aspettiamo con ansia il 29 maggio, data di rilascio per l’Europa, per poter valutare da vicino il Galaxy. La sensazione oggi è che Samsung stia accelerando il passo per competere ad armi pari con Apple, la strada è ancora lunga ma lo chaebol sa il fatto suo.

Aggiornamento: Stavo riflettendo che Samsung ha le risorse ed il potere commerciale per sviluppare un proprio fork di Android, per garantire un’esperienza di qualità assoluta, e stringere accordi con Google per l’accesso a Play. Non deve necessariamente stare alle regole di BigG se è disposta a mettere le mani al portafoglio. C’è da dire che la casa di Mountain View potrebbe non essere interessata ad un simile accordo, che porrebbe un manufacturer – sebbene il più grande – in posizione privilegiata rispetto agli altri, una situazione sconveniente.