Facebook Camera, frammentare è meglio d’integrare?

Facebook CameraFacebook ha recentemente rilasciato la propria Camera app – disponibile al momento solo negli App Store in lingua inglese – dal design estremamente similare ad Instagram. Contestualmente è arrivato anche un Pages Manager che consente di amministrare le pagine e visualizzare le statistiche Insights. La notizia fa sorgere almeno due spunti di riflessione:

  • perché Zuckerberg ha deciso di comprare Instagram?
  • la frammentazione delle app è un bene o un male?

L’eliminazione dei competitor
La prima domanda è la più difficile da rispondere. E’ cosa nota che il social network più grande del mondo soffra abbastanza in ambiente mobile. Chiunque abbia provato Path, anche solo per due minuti, si sarà reso conto di quanto sia povera l’esperienza d’uso di Facebook. Per non parlare degli immensi tempi di caricamento sulle vecchie versioni di iPhone. Insomma c’è bisogno di un restyling ma non solo: serve un modello per monetizzare.

Una buona parte dei contenuti condivisi sono foto, certo Facebook non è Flickr ma è innegabile che ci sia davvero tanta gente disposta a condividere i propri scatti per i fini più disparati. Per questa ragione Instagram rappresentava una opportunità/pericolo per il social network. E dato il suo successo è abbastanza scontato che Zuckerberg avesse avviato lo sviluppo di una applicazione concorrente dal medesimo stile. Ed eccola qua.

Facebook Camera non è infatti il frutto dell’acquisizione della piccola società di Kevin Systrom, tutt’altro. Ma come Instagram dispone di filtri, una bacheca dove visualizzare le foto condivise dai contatti e via dicendo.

Quindi la domanda “che l’hanno comprata a fare” è quantomai lecita. Nonostante l’enorme valore raggiunto dalla società, un miliardo di dollari rimane un miliardo di dollari. Per giunta per 30 “miseri” milioni di utenti (di cui una buonissima parte sarà già presente su FB). La volontà sarà stata quella di eliminare un potenziale competitor futuro? Può darsi.

Facebook integrerà Instagram dentro il suo calderone? Al momento dell’acquisizione hanno negato tutto ma in futuro potrebbe accadere. C’è anche da dire che molti utenti non gradiranno mescolare le foto condivise sui due servizi.

Non solo business
Ma la Camera app va a coprire anche alcuni bisogni “tecnici”, oltre che commerciali. Penso che siamo tutti d’accordo nell’affermare che un solo “pezzo di codice” non possa fare ogni cosa. Avere una app che all’avvio è subito pronta per scattare, eseguire qualche leggera modifica e condividere, non è male. Appena arriverà in Italia la installerò sul mio iPhone.

Sorge però un dubbio: frammentare l’utenza fra diverse applicazioni può avere effetti sulla redditività? Il punto debole del modello di business di Facebook sembra essere il passaggio al mobile. Per monetizzare l’azienda può fare leva sui da-poco-introdotti sponsored posts, che vengono visualizzati nel feed. Ma se le varie app non visualizzano il feed come pensano di monetizzare?

Il quesito è sensato ma presuppone che Facebook sia un business maturo, con una strategia già messa in campo, specie sul mobile. Sappiamo invece che non è così. Per ora fra pubblicità, crediti e social gaming, la creatura di Zuck tira su circa 4 miliardi di dollari l’anno (ricavi). Se vuole crescere deve inventare nuove strategie. Ho già citato molte volte un motore di ricerca serio, e questa è a mio avviso una strada molto forte. Non è però l’unica e nessuno salvo gli interni sanno in che direzione si sta dirigendo l’azienda.

Personalmente mi trovo a favore di una frammentazione delle app, specie per quanto riguarda la camera. Anche per le Pagine o per i Gruppi, avere degli strumenti per amministrare non sarebbe male. Aggiungere tutto in un unico setup diventerebbe scomodo, una buona parte di utenza non riuscirebbe a carpire tutte le funzionalità mentre le app consumer devono essere rapide, intuitive, a prova d’imbecille. Non ho mai afferrato troppo il Facebook Messenger, specialmente se consideriamo l’abbondante disponibilità di client IM – Instant Messaging – su tutte le piattaforme, ma per il resto hanno la mia benedizione. Per quel che vale, ovviamente.

  • http://www.facebook.com/anthony.ottaviani Anthony Ottaviani

    Facebook offre gratuitamente un “muro” su cui scrivere a condizione che su quello stesso muro possa affiggervi piccole pubblicità.
    Per fare questo ha realizzato un software semplicissimo (direi ridicolo in termini industriali) e si è dotato di una infrastruttura hardware e RDBMS gigantesca.
    Mi sembra quindi che sia un “pubblicitario” cliente dell’IT piuttosto che parte attiva dell’industria. Nonostante i forzieri pieni, quindi, non credo che i progetti di Facebook potranno mai essere altro che gadgets.

  • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

    La struttura di database non è RDBMS ma NoSQL, server per scalare alle immense dimensioni di Facebook.

    Facebook è di fatto una piattaforma pubblicitaria ma si può dire diversamente di Google? 

    Google consente alle attività economiche di essere trovate e la quasi totalità dei suoi guadagni viene da lì.

    Facebook consente di raggiungere il target in maniera “più umana” e di avere un canale diretto con loro. Sicuramente FB è spiccatamente consumer, ha senso dire che sono interessati a fare gadget, ma questo è necessariamente un male? Non credo sia un problema dal punto di vista della loro redditività. Se sfruttano bene i loro forzieri ovviamente.