E alla fine fu Samsung Galaxy S IV

Samsung Galaxy S IVIeri alle 19.00 – ora di New York – Samsung ha presentato l’ultima versione del suo best-seller: il Galaxy S IV. Ho avuto l’impressione che fossimo davvero in molti a seguire l’evento e persino il Sole 24 Ore ha aperto un live blog per i suoi lettori. Un lusso di cui Samsung non avrebbe mai beneficiato un paio di anni fa.

Purtroppo la presentazione è stata una delle peggiori che abbia mai visto. Pomposa e poco chiara. Gli attori sul palco non suscitavano simpatia e le scene piene di sciocchi stereotipi risultavano fastidiose. Nella mia testa pensavo “fatemi vedere lo smartphone non queste cazzate”.

Giudicate pure con i vostri occhi:

La compagnia è andata fuori misura con la comunicazione, superando a mio avviso il limite del buon gusto. Ma fortunatamente quello che conta, il Galaxy S IV, non è affatto male.

Un sacco di roba

Il nuovo Galaxy è uno smartphone “tanto”. Tutte le specifiche sono eccellenti, lo schermo ha una diagonale di 5 pollici e con una risoluzione FullHD raggiunge i 441 punti per pollice di densità. Poco meno dell’HTC One ma la differenza è invisibile a occhio nudo.

Il SoC è dotato di ben 8 core per quanto riguarda il comparto CPU ma non cadete nell’inganno: sono di fatto 4 blocchi formati da un A15 e un A7 di ARM. L’architettura – chiamata big.LITTLE – è stata sviluppata dalla casa inglese per contenere i consumi. I core a basso consumo verranno utilizzati per tutti i task parsimoniosi di risorse computazionali, di fatto non ci saranno mai più di 4 core attivi nello stesso momento.

Il design è lo stesso del predecessore con il corpo dello smartphone realizzato in plastica – policarbonato – e nessuna particolare miglioria. Le dimensioni e il peso sono molto interessanti, solo 7,9 millimetri di spessore e 130 grammi. In molti avrebbero preferito un look più sexy, come l’HTC One, ma bisogna anche capire che Samsung ha venduto circa 40 milioni di S III nel 2012 e vuole creare un’immagine riconoscibile alla clientela. Squadra che vince poi difficilmente si cambia.

A livello software ci sono molte novità. Dalla feature business-oriented Knox, che mantiene separate le informazioni personali dal nostro lavoro, a Smart Pause che ferma i video mentre non li guardiamo (sarei curioso di sapere come si comporta quando sono più persone a vederli). Air Gestures e Air View consentono nuove interazioni che non comportano la pressione sullo schermo capacitivo mentre S Voice è stato potenziato ed ottimizzato per la guida.

Queste sono solo alcune delle funzionalità introdotte con il nuovo smartphone, per una disamina più completa vi rimando a The Verge.

Un gran lavoro

Il keynote orribile e il design non accattivante possono portare a valutare il lancio come “roba da poco”. Ma lo chaebol si è dato da fare per rivisitare l’hardware, raffinare il software, introdurre molte funzionalità nuove e potenziare i servizi. Non è roba da poco specie considerando che l’S III è stato annunciato meno di un anno fa.

Inoltre il nuovo Galaxy monta Android 4.2.2, è quindi aggiornato allo stato dell’arte.

La forza di Samsung

Non dimentichiamo poi che la forza di Samsung non è mai stata nei design più cool. Anche l’HTC One X era decisamente meglio dell’S III nell’aspetto (almeno per me). Ma fra i coreani e i taiwanesi passa un abisso in risorse e capacità produttiva.

Samsung fa piovere fiumi interi di denaro nel marketing, riesce a lanciare un prodotto di fascia hi-end in oltre 320 operatori per Aprile. Non sottovalutatelo, è un grosso risultato.

E questo suo strapotere non si è indebolito nel tempo. Il Galaxy S IV venderà non ho dubbi al riguardo.

L’unica cosa che non mi convince è l’eccessiva dimensione dello schermo che suppongo lo renda anche meno appetibile al pubblico femminile. Sembra un device decisamente “mascolino” (sarei davvero curioso di leggere dei dati demografici sugli acquirenti).

Aspettiamo di poterlo provare con mano ma da quello che si è visto ieri la casa coreana non è inciampata in passi falsi. Continuerà a crescere anche se ad un ritmo inferiore a quanto visto negli ultimi due anni, del resto il mondo non è infinito.