BlackBerry con Windows Phone? RIM merita di meglio
RIM sta andando male e quando dico male intendo dannatamente male. Nell’ultimo trimestre i ricavi sono scesi brutalmente a 2,8 miliardi di dollari, il 41% di calo rispetto l’anno precedente. Le perdite sono state di 518 milioni e già si parla di 5.000 licenziamenti.
Tanto per capire la gravità della situazione vi consiglio di leggere l’analisi di Horace Dediu di asymco.
C’è davvero puzza di collasso e anche nella migliore delle riprese RIM dovrà affrontare un periodo duro. Del resto ha cominciato ad accusare ritardo già da diverso tempo. La società canadese ha peccato di arroganza sottovalutando iOS e Android, supponendo che l’utenza professionale fosse distante dal mondo consumer. Così non è stato. Anche il lancio del Playbook è stato deludente, commercializzato senza alcune componenti fondamentali come il calendario e il client e-mail.
Il mercato degli smartphone non è un paese per vecchi e, per rincarare la dose, BlackBerry 10 non arriverà prima del 2013. Da un certo punto di vista la scelta del CEO Heins di non forzare con un prodotto incompleto appare lungimirante. Rimane comunque troppo tempo da aspettare per una compagnia che ha bruciato in tre mesi mezzo miliardo.
Per cui come risolvere? Forbes afferma che Ballmer ha già bussato alle porte di RIM per offrire un affare simile a quello di Nokia. Per Microsoft vorrebbe dire un altro grosso player che distribuisce prodotti con Windows Phone. RIM dalla sua potrebbe partire sparata con WP8, vantare soluzioni capaci di integrarsi nei domini Active Directory, gestibili facilmente dai system administrator. Soluzioni buisiness che, con l’aggiunta delle tecnologie già in mano all’azienda, potrebbero raggiungere nuovi standard qualitativi.
Tutto bello e tutto molto figo ma c’è un grosso inconveniente: a Microsoft non importa poi così tanto dei suoi partner “telefonici” e lo ha dimostrato.
La società capitanata da Ballmer sarebbe davvero felice di mettere le mani su una quota importante del mercato degli smartphone, chi non lo sarebbe. Ma ad oggi Windows Phone non rappresenta che una ciliegina sulla ricca torta di Microsoft, un dolce da circa 70 miliardi di dollari l’anno. Se le cose andassero male per il colosso del software sarebbe un fallimento da dimenticare, per RIM e Nokia la fine dei giochi.
La disparità è palese ma da sola non basta a giustificare il non-accordo. Il case-study Nokia ci viene però in aiuto. La casa di Redmond non è stata parecchio rispettosa del business del colosso finlandese. Elop è stato eletto dal board in una sorta di accordo con la società statunitense. Mi sembra davvero assurdo che non immaginassero dove sarebbe andata a finire l’azienda, specie dopo che il neo-eletto CEO ha rivelato di puntare su Windows Phone.
La scelta non era poi così orribile d’altra parte: i produttori Android al di fuori di Samsung non guadagnavano una lira, Google praticava troppa “democrazia” che mal si adattava alla qualità Nokia mentre Windows era l’outsider innovativo con cui gli altri manufacturers andavano cauti. Poteva funzionare no?
Ma poi Elop ha “gettato fango” sui prodotti di Nokia – la famosa comunicazione “burning platform” – causando più danni che benefici (effetto Elop). E Microsoft ha comprato Skype aggiungendo tensioni ai rapporti con i carriers. La piattaforma è indietro rispetto a quanto offerto da iOS e Android, le quote di mercato parlano da sole.
Se questo non bastasse, l’annuncio di WP8 rischia di essere un nuovo effetto Elop, ma questa volta dovremmo parlare di effetto Ballmer. Tutti i Lumia in commercio non potranno essere aggiornati a WP8 ma avranno come contentino Windows Phone 7.8. Una magra consolazione che ha destabilizzato il mercato facendo perdere di valore il titolo del marchio scandinavo.
Quindi perché RIM dovrebbe fidarsi di Microsoft? Ballmer può offrire solo un sistema operativo che certo è avanti a BlackBerry 10 ma ha ancora tutto da dimostrare. E ridurrà i guadagni per via delle royalties. RIM non si è arricchita sviluppando hardware ma grazie alle proprie tecnologie, a questo punto converrebbe darle in licenza o sviluppare servizi per le piattaforme concorrenti. Diventare una solution company e non un guscio vuoto legato a doppio filo con la casa di Redmond, che non sembra avere troppo interesse a garantire il futuro dei suoi partner e non rischia poi molto in campo smartphone. Per cui Heins, continua pure a ignorare Microsoft e se ti viene la tentazione conta fino a 10, ci guadagnerete tutti.
P.S.: sono cosciente di aver espresso il mio apprezzamento per la piattaforma di Microsoft numerose volte, non sono impazzito. Semplicemente un conto è parlare dei prodotti che vorresti portare in tasca e un altro delle decisioni di business di una società con migliaia di dipendenti. Mi piacerebbe se Windows Phone avesse una quota di mercato di rilievo ma questo non toglie che la condotta di Microsoft con Nokia è stata ed è discutibile.
