Ancora iOS 6, le impressioni a freddo su Siri

iPhone 4SSono passati cinque giorni da quando ho installato iOS 6 beta nel mio iPhone 4S ed ho potuto provare a fondo le features del nuovo sistema operativo della Mela. Cosa più importante l’ho potuto provare in contesti d’uso comune così da poter “metabolizzare” le novità. Devo ammettere che il mio entusiasmo è un po’ scemato nonostante non abbia riscontrato particolari problemi durante l’uso giornaliero, anzi. Del resto, tolti Siri e Maps, l’esperienza d’uso è del tutto simile a quella di iOS 5. In molti scenari non vi accorgerete neanche di aver aggiornato.

Prima di passare a Siri voglio rassicurare tutti gli smanettoni che vorrebbero installare iOS 6 beta ma hanno paura che sia inutilizzabile per via dei bug. State pure tranquilli, il sistema è stabile e la batteria dura a lungo. Forse un pochino meno del normale ma nulla di tragico. Di applicazioni non supportate non ne ho trovate e ne ho oltre un centinaio installate. Personalmente continuerò ad utilizzarlo.

Siri
Vi starete probabilmente chiedendo perché parlare solo di Siri. Ci sono almeno due motivi:

  • è uno degli aggiornamenti più importanti per noi italiani;
  • nonostante siamo ancora ad una beta, è possibile già valutare la comprensione della nostra lingua e diverse funzionalità implementate.

Nel precedente post su iOS 6 ho speso parole generose riguardo Siri e credo meritatamente. Ma sento di averla fatta un po’ troppo semplice per quanto attiene alla comprensione: con l’italiano se la cava benone ma qualche parola la sbaglia.

Così mi sono sforzato di usare Siri il più possibile per capirne i limiti ed i pregi. Per chiamare rapidamente un contatto è davvero uno strumento eccellente. Lo stesso non si può dire per gli SMS [e iMessage, stato di Facebook, Tweets]: salvo messaggi molto brevi ho sempre riscontrato qualche errore che generalmente non ha compromesso la comprensione generale. Mi è capitato di dover dettare il testo un paio di volte per ottenere il risultato ma se sono attento a non “mangiare le parole” un tentativo è sufficiente.

Per ora Maps può essere attivato vocalmente solo con la formula “mostrami la strada per” o “fammi vedere il percorso per” e via dicendo. Se pronuncio “itinerario per Roma” ricevo un errore oppure mi viene mostrata la posizione della capitale. Ma stiamo sempre parlando di una beta.

La ricerca di ristoranti e hotel è attiva ma è quasi impossibile che troviate qualcosa. La casa deve evidentemente ancora “caricare” i dati. Quelle sportive al contrario funzionano, se chiedo il risultato dell’ultima partita dell’Inter ottengo la risposta desiderata. Stessa cosa anche la classifica del campionato. Per me non è una funzione molto utile ma i calciofili potrebbero apprezzarla.

Naturalmente Siri può essere utilizzato per far partire la riproduzione di canzoni e controllare la “navigazione” fra i brani. Essendo funzioni semplici lavorano già benissimo. Il problema è confrontarsi con diversi linguaggi. Devo ammettere che la mia libreria di iTunes è decisamente poco patriottica e quasi tutti i titoli sono in inglese. Questo è un problema perché difficilmente Siri comprende una frase mezza in italiano e mezza in inglese. Diciamo pure quasi mai, salvo le parole in entrambe le lingue siano molto somiglianti.

Per le App vale lo stesso discorso ma sembra che si incontrino meno problemi, probabilmente perché Siri sa dove cercare e ha minore margini di errore.

Conclusioni
Per quel che ho potuto provare Siri con l’italiano si comporta bene e nella versione finale sarà sicuramente utilizzabile. Pensare di aggiornare lo stato di Facebook, scrivere Tweet o inviare SMS sotto dettatura non può essere fatto senza accettare dei compromessi sulla “qualità del testo”. C’è una buona probabilità di fare degli errori.

Detto questo, è comunque impressionante poter dialogare con lo smartphone e avere a disposizione un così alto numero di comandi. Lanciare le App, riprodurre canzoni, navigare fra le stesse e chiamare i contatti sono tutte funzionalità che operano con grande affidabilità già da ora e sono straordinariamente utili in tutti quei contesti in cui abbiamo le mani occupate [mentre guidiamo].

Per quel che riguarda le ricerche è difficile capire quanto saranno utilizzate. Dipenderà molto dai modelli d’uso del terminale. Cercare un ristorante con Siri è diverso dal cercarlo con Cibando. Lo stesso si può dire per Hotel, negozi e quant’altro. La Apple non può semplicemente garantire la migliore esperienza in tutti i settori [neanche Google] e quindi il tasso d’adozione è imprevedibile ad oggi.

Di certo nell’iPhone ci sono sempre più strade per evitare di fare affidamento a BigG e strategicamente ha senso. Sui i grandi numeri Google potrebbe avvertire la differenza e non potrà mai compensare l’integrazione di cui Siri dispone con un App [ma ha sempre l’OS con il più alto numero di utenti in ambito mobile]. Dopo questi giorni di prova posso dire che Siri è stato promosso, non siamo ancora al livello del “computer” di Star Trek ma se continua così ci arriveremo molto molto presto. Possibile in meno di due anni.