Amazon vuole lo smartphone, cosa avranno in mente?

Amazon Kindle FireAnche Amazon vuole il suo smartphone! Sia Bloomberg che il Wall Street Journal sembrano avvalorare i rumors riguardo lo sviluppo di un telefono intelligente marcato dalla compagnia.

La società ha già lanciato con discreto successo il Fire, un tablet Android [una versione customizzata] nato con lo scopo di espandere il mercato dei contenuti multimediali. Quindi il salto nel mondo degli smartphone non appare avventato.

Ma perché??
I rumors sono credibili ma ammetto di aver impiegato del tempo per visualizzare le motivazioni che possono aver portato Amazon alla decisione.

Con il Kindle Fire la situazione era diversa. All’epoca del lancio [novembre 2011] c’era praticamente solo l’iPad [mentre oggi sono in procinto di arrivare soluzioni importanti come il Nexus 7 e Surface] e i tablet sono una soluzione perfetta per fruire i contenuti multimediali. Così Amazon ha preso il Playbook di RIM, c’ha buttato dentro una propria versione di Android e l’ha “sparato” sul mercato. All’inizio ha venduto abbastanza mentre da qualche mese la domanda si è raffreddata.

Ma gli smartphone non sono il prodotto migliore per vedere film o leggere libri, discorso a parte l’ascolto musicale. Inoltre sappiamo bene che il mercato è più vecchio, anche se di poco, e maturo. Solo Apple e Samsung stanno facendo i soldini qui, infilarsi fra questi due giganti non è facile.

Tra l’altro c’è già una Kindle app disponibile per le principali piattaforme per smartphone, per cui non è necessario scendere in campo per vendere i contenuti.

Cosa può offrire l’azienda che gli altri non hanno?

Questioni di business
Nel 2011 Amazon ha conseguito un fatturato di circa 48 miliardi di dollari. Sono parecchi, circa il 20% in più di Google tanto per capire. La compagnia lavora però con margini “pietosi” e al termine dell’esercizio meno di un miliardo [parecchio meno] si trasforma in utile netto. La distribuzione non è un business dal valore aggiunto elevato, questo è noto.

Di questi 48 miliardi, 6 vengono dai servizi offerti che spaziano dalla vendita di libri per conto terzi ad Amazon Web Services, cioè la piattaforma cloud. Purtroppo il bilancio della società è dei più blindati che abbia mai visto, non c’è una singola nota sulla composizione delle revenues per categoria merceologica o altro. E’ impossibile farsi un’idea del peso della vendita di libri rispetto a quella di contenuti multimediali, ad esempio.

Possiamo comunque fare delle considerazioni. Se è vero che è possibile acquistare e fruire dei contenuti di Amazon grazie alle app, un proprio smartphone eliminerebbe la concorrenza degli Store di marca [iTunes e Google Play] oltre a consentire la piena e completa integrazione nell’OS. Un bel vantaggio non ci sono dubbi.

Si apre la possibilità di proporre servizi a pagamento a fianco della vendita di applicazioni e contenuti.

Del resto se Google può permettersi di sviluppare Android e “regalarlo” agli OEM, per poi recuperare dalla pubblicità sulla piattaforma poco o nulla, perché Amazon non può fare lo stesso? E’ possibile che vendendo i terminali senza margini, come già fatto con il Kindle Fire, riesca a conseguire persino più ricavi di BigG.

Sul lato costi non si accollerebbero lo sviluppo dell’hardware che sarebbe affidato quasi certamente a un produttore asiatico. Android è già bello e disponibile, doverlo “solo” personalizzare rende la struttura più snella e contiene sicuramente le spese. La potenza sul cloud per fornire servizi non manca e avendo già lanciato il Kindle Fire l’azienda ha molte risorse pronte da cui attingere.

Che tipo di smartphone?
Facendo un parallelo con il Fire, il nuovo smartphone dovrebbe essere un prodotto di fascia media venduto ad un prezzo molto aggressivo. Probabilmente con uno schermo intorno ai 4 pollici abbondanti e direi anche un SoC dual-core. Se il piano è quello di vendere contenuti e servizi accessori, puntare alla mainstream è fondamentale.

Una spina nel fianco
Amazon è una di quelle aziende che nessuno vorrebbe avere come competitor. Si accontenta di lavorare a margini bassissimi e questo è già un grosso problema: ingaggiare delle guerre sui prezzi è notoriamente un male per il business.

Inoltre non si fa troppi problemi ad estendere i suoi tentacoli in nuovo mercati. Ho pochi dubbi che un eventuale smartphone non sarebbe un game changer per le casse della compagnia. Nonostante questo un lancio è probabile, anche solo per aumentare di misura le corpose revenues.

Con dei margini competitivi, una distribuzione impressionante e la volontà di crescere, Amazon può essere una spina nel fianco dei produttori di smartphone specie quelli Android. Samsung potrà non gradire ma la sua posizione è solida, cosa diranno le altre aziende che lottano per la sopravvivenza ogni mese? Ma il business ha delle dinamiche darwiniane, i tempi cambiano e adattarsi è fondamentale. Non c’è spazio per i dinosauri qui.