Installazione e configurazione di un server VMware ESXi (3a parte)

VMware LogoOggi, nel terzo appuntamento della nostra guida, ci occupiamo in maniera specifica delle macchine virtuali (che chiameremo d’ora in poi anche VM): analizzeremo le loro caratteristiche e gli aspetti più tecnici.

In precedenza avevamo creato nel nostro “Inventory” di ESXi una macchina virtuale di prova, utilizzando impostazioni tipiche, senza andare a modificare/aggiungere alcuna opzione o destinazione dei nostri dischi nei datastore. Andiamo adesso a creare un’altra macchina virtuale di prova, selezionando stavolta l’opzione “custom” anziché “typical” in modo da poter vedere più a fondo i settaggi a nostra disposizione. Diamo un nome alla nostra VM e selezioniamo il solito “datastore1” di default come destinazione. Ci troviamo ora di fronte ad una nuova opzione: dobbiamo scegliere che versione di Virtual Hardware vogliamo utilizzare.

Guida VMware ESXi parte 3-01

Ogni versione di ESX/ESXi ha una lista di versioni di Virtual Hardware supportate. Ad esempio, ESXi 4.1 supporta Virtual Hardware fino alla versione 7. Non potremmo quindi migrare una VM con Virtual Hardware versione 8 da un host ESXi 5 ad un host ESXi 4.1 (ovviamente potremmo fare l’operazione inversa). Breve riepilogo: per le versioni di ESX/ESXi 3.5 abbiamo un supporto Virtual Hardware fino alla versione 4, per ESX/ESXi 4.1 fino alla versione 7, per ESXi 5 fino alla versione 8. Solitamente si preferisce creare una macchina virtuale con Virtual Hardware dell’ultima versione disponibile per sfruttare al massimo le potenzialità e le features mentre la penultima versione si rivela indispensabile nel caso sia necessario mantenere la retro compatibilità. Una volta selezionata la versione desiderata (consiglio la versione 8 per i nostri test), procediamo con la creazione andando a selezionare il sistema operativo che andremo ad installare sulla nostra macchina virtuale.

Guida VMware ESXi parte 3-02

A seconda dei core a nostra disposizione (fisici/logici) sulla macchina, potremmo assegnare a piacimento alla VM più cpu o più core virtuali. Ad esempio con un quad core con hyperthreading, possiamo assegnare alla VM una cpu a 8 core, oppure 4 cpu a 2 core. Andiamo avanti assegnando la quantità di RAM desiderata per la nostra macchina virtuale e successivamente il numero di schede di rete.

Guida VMware ESXi parte 3-03

Parleremo della parte di networking di VMware in maniera più approfondita in seguito, per il momento mi limito ad accennare che ogni scheda di rete è virtuale e che, anche se abbiamo una sola scheda fisica nel server, possiamo assegnarne più di una alla nostra VM (e ad ognuna potremmo assegnare un diverso indirizzo IPv4 o IPv6).

Per il controller SCSI lasciamo il valore di default che il software deciderà in base al sistema operativo scelto e andiamo a creare un nuovo virtual disk. E’ possibile anche assegnare alla VM un disco già esistente, oppure mappare direttamente il disco da una SAN tramite il Raw Device Mapping. Creiamo quindi un nuovo disco vmdk di tipo thin provision: possiamo anche scegliere di creare il disco in un datastore diverso da quello che conterrà i dati della VM. In questo caso, dato che abbiamo un solo datastore collegato, selezioniamo l’opzione “Store with the virtual machine”. Nella successiva schermata abbiamo la possibilità di indicare se il disco sarà collegato in modalità IDE o SCSI (utilizzate la modalità IDE solo per problemi di compatibilità tra il sistema operativo che andremo ad installare e periferiche SATA/SCSI) e se vogliamo creare un disco di tipo “independent”.

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