Installazione e configurazione di un server VMware ESXi (2a parte)

Una volta configurato l’ indirizzo IP – nel nostro esempio 192.168.1.50 – accediamo all’interfaccia web di ESXi digitando nella barra degli indirizzi del browser https://192.168.1.50. Da questa pagina possiamo scaricare il software “vSphere Client” tramite l’apposito link e quindi installarlo sulla nostra macchina Windows. Dopo averlo eseguito possiamo collegarci al server inserendo l’IP, le credenziali di accesso (utente root) ed ignorando eventuali errori del certificato (aspetto che tralasceremo).

Nota: il server viene installato in modalità trial per 60 giorni, con tutte le funzionalità sbloccate. Per installare la licenza Free è necessario registrarsi sul sito di VMware e inserire poi il codice che verrà fornito per la versione Free Hypervisor.

Guida VMware ESXi 2a - 04

La schermata principale di vSphere Client è piuttosto intuitiva: ci mostra il nodo a cui ci siamo connessi (o i nodi in una connessione ad un vCenter Server) e le varie opzioni disponibili. Per il momento proviamo a creare una prima macchina virtuale di test tramite l’opzione “Create a new virtual machine”.

Dopo aver lanciato la procedura di creazione di una nuova macchina virtuale, selezioniamo le impostazioni tipiche, il nome della macchina virtuale e il datastore sul quale andremo ad installarla. Piccolo cenno necessario sui datastore, dei quali parleremo in maniera più approfondita in seguito: in parole semplici, un datastore è un’unità logica che contiene le macchine virtuali ed eventualmente le ISO per l’installazione delle stesse. Un datastore è formattato nel file system VMFS e può risiedere su un disco locale (o un sistema di dischi RAID), su un NAS/SAN connesso tramite protocollo SAS/iSCSI/FiberChannel o in cartelle condivise in rete tramite protocollo NFS.

Una volta selezionato il datastore scegliamo il sistema operativo che andremo ad installare: a seconda della scelta ci sono dei preset di configurazione CPU/RAM/HDD e altre periferiche già pronti, che funzionano per la maggioranza dei casi. Nel momento della creazione del file disco (il file è di tipo .vmdk), ci verrà chiesto se vogliamo un’unità di tipo thick (lazy/eager zero) o thin. Consiglio quest’ultimo se non abbiamo particolare bisogno di prestazioni elevate in quanto verrà allocato sul disco fisico solo lo spazio effettivamente utilizzato e non tutta la dimensione configurata per il drive virtuale.

Una volta completata la creazione della macchina virtuale andiamo a vedere il riepilogo sulla linguetta “summary” della stessa.

Guida VMware ESXi 2a - 05

Spingendo il tasto play avviamo la macchina virtuale mentre sulla linguetta “Console” andiamo a visualizzare lo schermo della stessa.

Guida VMware ESXi 2a - 06

Cliccando sull’icona di configurazione del lettore CD, in alto, possiamo connettere il CD dell’OS che desideriamo installare sia tramite lettore fisico (del PC dove stiamo lanciando vSphere Client o dell’host ESXi), sia tramite ISO e lanciare quindi l’installazione del sistema come se fosse un normale PC.

Nota: per inviare la combinazione di tasti CTRL+ALT+CANC all’interno della macchina virtuale è necessario spingere i tasti CTRL+ALT+INS.

Nella prossima parte della guida andremo a vedere nel dettaglio le varie opzioni e peculiarità delle macchine virtuali.

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