Installazione e configurazione di un server VMware ESXi (1a parte)

VMware LogoQuesta prima guida del blog – divisa in più parti – si occuperà dell’installazione e della configurazione di un server VMware ESXi da zero, partendo dalla scelta dell’hardware utilizzato fino al setting up finale di un sistema a più nodi gestito da una console centrale. Data l’evoluzione del computing, la virtualizzazione è senz’altro una tematica di rilievo e credo che gli appassionati potranno trovare interessante la possibilità di creare, con una spesa minima, un server domestico ESXi.

ESXi è un sistema operativo dedicato alla virtualizzazione – nel gergo bare metal hypervisor – sviluppato da VMware, basato su un kernel proprietario (che chiameremo vmkernel d’ora in poi), attualmente giunto alla versione 5 update 1. Tanto per parlare di numeri, potete trovare qui alcuni dati sulla diffusione delle piattaforme VMware in campo di virtualizzazione, evidentemente le più utilizzate al mondo.

Da non confondersi con VMware ESX, un altro bare metal hypervisor della casa. La maggior differenza tra i due è che ESX ha una service console stile Linux. I vantaggi di avere questa console sono, ad esempio, la possibilità di installazione di driver di terze parti per hardware non supportato nativamente e lo scripting via shell di qualsiasi tipo di funzionalità. ESXi non ha una vera e propria shell di comando ma dalla sua è un sistema più snello grazie al ridotto footprint del vmkernel, che include con sé solo driver e servizi essenziali al funzionamento. Dalla versione 5 ESX è stato abbandonato a favore di ESXi, quindi tratteremo solo quest’ultimo guardando al futuro della virtualizzazione.

Come anticipato, il vmkernel ha con sé pochi driver, quindi la scelta dell’hardware su cui andremo ad installare il sistema operativo è fondamentale. Ovviamente la soluzione più sicura è quella di acquistare un server certificato per l’utilizzo con VMware ESXi da uno qualsiasi dei brand noti, per assicurarsi di non incontrare alcun problema e avere il pieno supporto di tutte le funzionalità. La strada alternativa è quella di assemblare un PC con dell’hardware dichiarato compatibile da ESXi o testato in rete da altri utenti che, nonostante il mancato supporto ufficiale, viene riconosciuto dal software. Assemblare un PC a questo scopo viene comunemente chiamato assemblaggio di una “Whitebox”. A questo indirizzo trovate la lista completa dell’hardware certificato da VMware stessa. Fate attenzione anche a verificare che sia compatibile con la versione di ESXi che andrete ad installare: può succedere, ad esempio, che un controller RAID sia compatibile con la versione 4.1 di ESXi ma non con la 5!

A questo indirizzo trovate invece una lista dell’hardware “unsupported” che funziona con ESXi, in alcuni casi con qualche limitazione più o meno rilevante. Noterete che c’è anche la possibilità di aggiungere driver per hardware non supportato al sistema, agendo direttamente sul cd di installazione tramite appositi tool, oppure installando successivamente il pacchetto driver da console di sistema.
Onestamente in rete non si trova moltissimo a riguardo e il mio personale consiglio è quello di munirsi di server certificato o comunque di hardware certificato (obbligatorio in ambiente di lavoro). Se volete invece cimentarvi a costruire un vostro server per uso domestico, o magari per semplice curiosità e test, potete sbizzarrirvi come preferite seguendo le linee guida del sito www.vm-help.com.

Nella prossima parte della guida parleremo dell’installazione del server e della sua gestione attraverso l’interfaccia vSphere Client. A presto.

  • Raffaella

    Interessante questo blog, soprattutto per chi vuole imparare da autodidatta ad usare esxi.

    • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

      :)