#quinta4president, yes we can!

Stefano QuintarelliStefano Quintarelli non era un nome nuovo alle mie orecchie ma fino a 7-8 mesi fa non m’ero mai messo a leggere il suo blog seriamente. Un giorno, con l’intenzione di estendere la mia “routine di letture quotidiane”, aprì il suo sito: bleah! Beh l’impatto visivo non fu granché, bianco con lo sfondo verde ricordava vagamente i vecchi bancomat con schermo al fosforo.

Però i contenuti non erano male, anzi. In un suo post definì la rete una General Purpose Technology, una tecnologia ad alta pervasività – vuol dire che può essere impiegata in moltissimi settori – capace di stimolare la crescita economica. Le GPT erano l’argomento della mia tesi: la lettura del post stimolò la mia fantasia e scrissi subito un lungo commento, col mio solito modo di fare.

Dopo pochi minuti ricevetti una mail firmata da Stefano:

Grazie per il tuo bel commento!

Wow, questo si che è saper gestire un blog! Da lì in poi ho tenuto stretto il contatto e di tanto in tanto pongo qualche domanda a Stefano che, anche se certe volte risponde dopo qualche giorno, non ha mai fatto cadere un messaggio nel vuoto. A dicembre chiese su Twitter se c’era qualcuno disposto ad andare a Milano per fare del beta-testing. Mi proposi e il 16 andai. Al tavolo eravamo un bel po’ di gente interessante. C’era Funky che all’inizio non avevo neanche riconosciuto, Gianluca Dettori di dPixel, un paio di esperti di editoria e giornalismo, Davide Dattoli – startupper fondatore Save the Mom – e Thomas Ciaffoni di Stampacadabra. Insomma vecchie volpi e perfetti novellini seduti allo stesso tavolo a parlare di mercato dell’editoria e App per iOS, senza alcuna gerarchia.

Da lì ho capito alcune cose di Stefano: è un tipo informale, non ha la puzza sotto il naso, è sveglio e capisce il linguaggio del business nonché quello tecnico.

Da ieri Twitter è tartassato di hashtag #quinta4president che si riferiscono alla sua candidatura alla presidenza dell’AGCOM. Inutile dire che il social network dei cinguettii vede favorevolmente @quinta data la sua forte attività sulla piattaforma. Probabilmente la maggior parte della gente che lo sostiene – me compreso – ignora completamente quali possano essere altri candidati competenti ed onesti, che semplicemente non possono non esistere.

Consapevole di questa frivolezza voglio esprimere il mio favore verso l’eventuale nomina di Stefano: lui o un uomo come lui è ciò che ci serve. Stefano è informale e questo vuol dire che non ha problemi a relazionarsi con i giovani, una decisa inversione di marcia rispetto alle mummie che siamo abituati a vedere in Italia.

Vanta esperienza sul campo e ha approfondite conoscenze delle tecnologie di rete. Troppe volte vediamo personaggi, magari con passati brillanti nel loro campo, ricoprire cariche in settori diversi da quelli in cui sono maturati.

Non ha storie politiche alle spalle e non ha parenti illustri. Finalmente una ventata di genuina serietà in un’Italia che sembra aver smarrito ogni riferimento.

Purtroppo è probabile che Stefano Quintarelli non diventerà il prossimo presidente dell’AGCOM, una sequela di tweet per quanto numerosi può fare ben poco, ma se volete potete sostenere la candidatura lasciando una firma.

Un non-ultrasessantenne, non politicamente legato, non sposato con la figlia di chissà che personaggio, non figlio di papà, che ha fatto da studente lavoratore e quotato in borsa una società, beh sarebbe un messaggio positivo per tante persone e penso che ci voglia. Per questo mi sento di dire #quinta4president: Yes we can!

Update: il mio caro collega Davide Paciotti m’ha ricordato di essere stato lui a farmi conoscere il blog di Stefano. Ora ha avuto il suo momento di celebrità ;)

  • Davide Paciotti

    Hai fatto bene ad aggiornare la notizia, figuriamoci se uno si beve la storia che sei finito sul blog di Quintarelli per caso! :D

    Go Quinta! Fibra 4All! :D

  • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

    Fibra 4all ricorda molto i motti pseudo-scientifici dei forum free-energy. Comunque ad onor del vero sei stato tu a segnalarmi il blog, lo ammetto.