NGN: dove stiamo andando?

Fibra OtticaIl modello che più si avvicina ai meccanismi di sviluppo italiani è quello dello studente che vuole conseguire una laurea: ci sono tempi obbligatori (tra lezioni ed appelli) in cui ogni esame sbagliato o rimandato allunga inderogabilmente i tempi di conseguimento.

La stessa cosa vale per la “nostra” NGN: ci sono tempi tecnologici che conferiscono maturità ad una tecnologia prima che possa essere commercializzata e ci sono decisioni che possono allungare o limitare l’ultimo step del time to market.

Ecco la nostra situazione è un po’ quella del famoso laureato di Martone, quello “sfigato” che ha concluso gli studi in ritardo. Per fare un paragone d’età, la NGN è un laureando di 35 anni.

Quello che però Martone non ha fatto, è analizzarne le cause. Abbiamo da una parte Telecom Italia e dall’altra tutti gli altri, proprio tutti. Come sappiamo, la posizione da monopolista di TI è dovuta a scelte del passato incompatibili con un libero mercato ma credo che nonostante ciò abbia conservato un briciolo di servizio pubblico e presto spiegherò il perchè. Negli ultimi giorni è stato presentato alla Camera il piano di Metroweb, un piano dignitoso che prevede la copertura di 30 città in FTTH, scelte per numero di abitanti, numero di edifici e numero di aziende con più di 20 dipendenti.

Il tutto per 4.5 miliardi di euro. Il “prezzo” ci fa già capire l’importanza del portare la fibra fino in casa: è future proof e prevede l’unbundling ma è la tipologia di infrastruttura più costosa. Vito Gamberale – AD di F2i che controlla Metroweb – ha ragione da vendere nel sostenere che questo piano non è in contrapposizione con quello Telecom. Il piano di Telecom prevede l’utilizzo massivo della VDSL2 (con vectoring) fornita in FTTC/B e una piccola parte di FTTH.

Chi lo avrebbe mai detto, l’operatore dominante con 110 milioni di km di cavi di rame ha scelto la VDSL2! I problemi di questa tecnologia sono presto detti, distanza dal cabinet e niente unbundling a fronte di un costo molto inferiore. Quanto inferiore? Bè la maggior parte delle utenze si trova entro almeno 1 km dalla centrale e questo significa quasi costo zero. Ricordiamoci che i DSLAMs Huawei e Alcatel-Lucent installati di recente – gli accordi sono maturati dal 2008 a questa parte – sono “VDSL2 ready” di default o con un aggiornamento. Questi sono, in parte, gli stessi apparati che ci stanno fornendo l’ADSL a 20M in ethernet. Per queste utenze non c’è bisogno di fare nulla. Per quelli più distanti bisogna portare un cavo in fibra fino al cabinet in cui vengono installati i suddetti DSLAMs (questa è la “lista della spesa”).

Per quanto riguarda l’unbundling? Personalmente non lo ritengo un problema. Il piano Metroweb in aggiunta al piano TI per il FTTH riguarda solo le grandi città. Sono le città a generare profitti e gli OLO puntano proprio a queste. In città la concorrenza si può fare, in FTTH. Altrove no. Avete mai visto gli OLO che si affannano per coprire un paese? Non ne hanno gli strumenti nè la capacità. Per questo Gamberale sostiene che i due piani siano complementari. Per questo ritengo che in TI sia rimasto un briciolo di servizio pubblico: per esempio, coprire un paese di <4000 abitanti con ADSL a 20M cosa vi sembra?L’unica via percorribile è il FTTH concorrenziale in città e la VDSL2 di TI per tutti gli altri con progressivo indebolimento dell’ultimo miglio in rame. Sotto queste condizioni, al di fuori delle città poco importa se sia Telecom o Fastweb a chiederti 45€/mese. In caso contrario, trovatemi chi è disposto a metterci i soldi.