Un pensiero sul tablet come primo approccio al computing

Google Nexus 7Quest’estate ho passato le vacanze in Sicilia, a Catania per la precisione, ospite della zia 64-enne della mia compagna. Una donna energica e giovanile, annoiata dalla vita di tutti i giorni.

Una sera mi confidò di voler acquistare un computer, nulla di troppo costoso perché le serviva solo per leggere giornali e ricette di cucina. Lei non ne aveva mai usato uno.

Dopo qualche consiglio mi venne un “lampo di genio” e le suggerì il Nexus 7, che da lì a poco sarebbe uscito.

Alla fine non credo l’abbia mai comprato ma non è questo il punto. L’Italia è un paese vecchio e l’alfabetizzazione informatica è dietro la media UE, un segnale della necessità di istruire alle nuove tecnologie anche i meno giovani. E sia chiaro che per istruire intendo insegnare le potenzialità della rete e i suoi pericoli, non gli aspetti tecnici come il pipelining o i micro-kernel.

Credo che le opportunità fornite oggi dai device post-PC siano notevoli per le tante persone che non hanno mai imparato ad utilizzare un comune computer. I tablet in particolare sono decisamente più semplici, dispongono di un’interfaccia naturale e lasciano “poca libertà” all’utente (o potremmo dire un’esperienza più omogenea). Non un male se si è novellini.

So che alcuni inorridiranno, c’è in giro per la rete un celebre discorso in cui Cory Doctorw attacca i terminali chiusi per svariati motivi. Ma personalmente sono un tipo pratico e credo che il problema non sia utilizzare soluzioni come l’iPad per la maggior parte del tempo quanto piuttosto “proibire” le alternative aperte. Qualcosa che non è mai accaduto in quanto chiunque può facilmente mettere su un computer con Linux per farne ciò che vuole. Non un problema di oggi insomma.

In compenso un tablet mi facilita il compito di spiegare a chi non ha avuto contatto con la “stramba iconografia” di Windows o Mac OS X come lanciare un browser, installare un app per surfare Wikipedia, leggere quotidiani, partecipare a community o acquistare un ebook.

Non sono scettico riguardo la “volgarizzazione” del computing, anzi lo trovo uno movimento positivo per la diffusione della cultura. Sia chiaro che non mi aspetto miracoli, credo che la società cambi a piccoli passi anche se l’iPhone è stato una rivoluzione. Gli uomini sono piuttosto lenti ad evolvere rispetto alla tecnologia, non trovate?

  • Davide Paciotti

    Condivido. Mio padre ha scoperto il pc a 55 anni. Adesso non può farne a meno. Torna a casa tardi? Nessun problema, si legge le notizie e poi va a letto. Quali sono le problematiche più comuni? Partiamo dal presupposto che mio padre è giovane ma non tutti sono nati nel benessere. Stiamo parlando di informatizzare persone che abitavano in case senza bagno in cui persisteva lo schiavismo della mezzadria. L’unico modo per farli entrare nel “nostro” mondo è dotarli di un terminale semplice, trasportabile e consultabile potenzialmente ovunque. Un terminale che consenta di navigare, vedere video su youtube e poco altro. In casa abbiamo un portatile e un fisso. Secondo voi mio padre (in base ai principi di cui sopra) cerca prima il portatile o il fisso? Esatto, il portatile. Secondo voi se questo natale gli compro un tablet, la gerarchia di accesso si modifica?
    Sia chiaro, semplice significa limitato. Ma a scuola guida usiamo la ferrari o la grande punto che non accelera neanche col pedale a fine corsa?

    • http://www.isophist.com/ Emilio Orione

      Non sono d’accordo sul “semplice significa limitato”, semplice significa più accessibile.
      Per rimanere nell’analogia dell’auto, le auto di oggi rispetto a quelle di 100 anni fa sono molto più semplici da utilizzare, una volta dovevi essere praticamente un meccanico. Guarda anche solo la vecchia 500 con le doppiette e la 500 di oggi, più semplice, più accessibile non più limitata.
      La semplicità è costosa da progettare ma non è necessariamente un fattore limitante anzi è un fattore liberante. Infatti come dice l’articolo un tablet semplice permette alle persone di fare molte più cose di quante queste farebbero con un computer, non che il computer non possa farle ma loro non si prenderebbero la briga di impararle quindi la complessità limita e la semplicità da potenzialità alla gente.
      Agli albori dell’informatica i computer si utilizzavano programmandoli, quindi dovevi essere un programmatore per usare un computer. Molto complesso quindi, chi li usava non aveva nessuna limitazione su cosa far fare al computer ma c’erano grossissime limitazioni su chi poteva usarli e sul costo per far fare al computer qualsiasi cosa.
      Tutto il progresso dell’informatica è stato verso la semplificazione, dire andava bene cosi non più semplice non ha senso, la ricerca della semplicità è il motore di spinta dell’informatica e continuerà cosi con le nuove frontiere della realtà aumentata.
      Se vuoi più complessità puoi sempre averla, basta fare il programmatore e puoi far fare al tablet quello che vuoi, anche con gli ipad, non serve che la stessa flessibilità l’abbia anche l’utente, anzi è dannoso perchè di fronte a troppe scelte e possibilità l’utente si paralizza perchè non vuole acquisire la capacità per affrontarle vuole solo risolvere i suoi problemi.

      • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

        Sa molto think lazy ;)

        Comunque concordo, ma conoscendo Davide so anche che lui non intendeva stabilire una legge assoluta “semplice = limitato”. Dipende sempre da chi lo deve usare come hai spiegato.

  • Davide Paciotti

    La 500 non è più limitata per chi la deve guidare ma è limitata per il vecchio meccanico che non sa più dove mettere le mani. La “vecchia” macchina meccanica ti dava la possibilità di metterci le mani. La “nuova” macchina meccatronica ti taglia fuori. Cambiando i soggetti del discorso cambia tutto. Nello stesso momento in cui tu smanetti con una cosa, quella diventa immediatamente più complessa pertanto non più limitata. Per cui resto dell’idea che semplificare significa tagliare le possibilità di manovra. Tutto il resto son discorsi filosofici che non mi interessano ;)

    • http://www.isophist.com/ Emilio Orione

      Certo che semplificare taglia le possibilità di manovra, ma di chi? Dei meccanici!
      L’utente finale che non è capace a smanettare riesce a fare più cose con un tablet semplice che con un computer complicato.
      Ho fatto un pò di assistenza tecnica sui computer e non hai idea dei problemi sollevati dagli utenti. Il solo fatto che con l’ipad tutti siano capaci di installare usare e disinstallare app è un passo avanti enorme, l’ipad è usabile senza addestramento da un bambino di 3 anni, esperienza personale ma in rete è pieno di prime esperienze di bambini anche più piccoli incredibili, che quindi riesce ad usare un computer ed a farci parecchie cose, un computer normale no, devi averne almeno 10 di più e anche un pò di training per usarlo.
      In questo senso l’ipad aumenta le potenzialità delle persone non le limita.

      • Davide Paciotti

        Penso di aver capito quel che vuoi dire. L’anello di giunzione fra i due discorsi sarebbe: “L’ipad aumenta le potenzialità delle persone che altrimenti non riuscirebbero a fare niente sul pc limitando la difficoltà a poche funzioni basilari” :D

      • http://www.isophist.com/ Emilio Orione

        Esatto.