Microsoft Surface: il punto di non ritorno

Microsoft Surface keynoteIn questi giorni la stampa di settore ha dedicato molto spazio a Surface, giustamente a mio avviso. Del resto entrare in un business già coperto dai suoi partner rappresenta una svolta per Microsoft: addirittura alcuni OEM come ASUS e Acer non ne erano al corrente. Il silenzio di Lenovo, Dell e HP, fa invece supporre che fossero informate del lancio.

Poi due giorni dopo è arrivato Windows Phone 8 e c’è già qualcuno che parla di un telefono marcato dall’azienda fondata da Gates. Personalmente non mi sento di escludere il rumors a prescindere ma mi vengono in mente almeno due considerazioni:

  • un simile terminale sarebbe quasi certamente prodotto da Nokia;
  • per Microsoft ha più senso la presenza dai “tablet in su”.

Parlando politicamente scorretto, l’arrivo di Elop alla Nokia può essere considerato un’acquisizione mascherata, per cui mamma Microsoft ha già i suoi smartphone e si chiamano Lumia. E se vogliamo essere pignoli l’annuncio di WP8 sta acuendo la crisi della casa finlandese per via dell’impossibilità di aggiornare i terminali esistenti. Ma non è della triste storia del colosso della telefonia di cui voglio parlare.

Un buon motivo per farsela addosso
Guardando la strategia di Microsoft da lontano vediamo un forte legame con un produttore di smartphone, un ex-colosso per la precisione, e la prima linea di prodotti “completi” [hardware + software] derivata dal suo best-seller Windows: un buon motivo per gli OEM per farsela addosso.

Ma come ho già detto pochi giorni fa, la società sembra cercare un certo ritorno di immagine e voler pressare i produttori a fare meglio il loro lavoro, non farli a pezzi. I dubbi della compagnia di Redmond sono leciti: gli OEM sono tristemente noti per creare soluzioni mediocri piene zeppe di crapware.

In un mondo in cui i PC sono il paradigma di rifermento del computing personale e Windows detiene oltre il 90% del mercato, per attrarre la clientela si lotta sul prezzo [c’è poco margine per differenziarsi]. Tutto questo porta al sacrificio degli aspetti “secondari” come la qualità del display, del trackpad o delle plastiche.

Ma quel mondo non esiste più. Oggi tutti abbiamo un PC in casa ma l’oggetto che desideriamo è un iPad o un Galaxy S III. In uno scenario così difficile c’è il rischio che i produttori “pigri” rovinino tutto il lavoro di Microsoft per riabilitare la propria immagine, per far dimenticare i messaggi di errore che appartengono sì ad un passato lontano ma che ancora in molti vedono fissati nella testa. Sbagliare per l’azienda sarebbe terribile e così hanno creato Surface.

Microsoft ha ancora bisogno degli OEM
Come faccio ad essere sicuro che la compagnia non voglia fare le scarpe ai produttori? Innanzitutto l’azienda ha annunciato al keynote che distribuirà solo online e nei suoi store, che nel mondo sono molto pochi. Se volesse essere aggressiva farebbe molto di più.

Inoltre non esiste un Surface con i nuovi Atom Medfield: l’offerta powered by Intel è dotata di un Ivy Bridge e costerà verosimilmente almeno 800 euro. Un prodotto simile non può guadagnare un mercato troppo vasto, anche se giustificato da hardware di buona qualità. C’è quindi ampio spazio per produrre soluzioni x86 più economiche che possano essere utilizzate in azienda, connesse ai domini Active Directory e quant’altro.

Per chiudere c’è un altro messaggio lampante: tutti i modelli di Surface sono sprovvisti di 3G/LTE.

Microsoft ha ancora bisogno degli OEM – almeno per non accollarsi tutti i rischi ma anche perché i volumi di vendita che vuole raggiungere sono troppo elevati – per cui possono dormire sogni tranquilli, ammesso che siano abbastanza bravi da reggere la competizione e che siano abbastanza miopi da ignorare il futuro. Si perché l’azienda di Bill Gates ha bisogno dei manufacturers oggi ma non è detto che la situazione non cambi fra qualche anno.

La vera domanda è: per quanto ancora?
Se Windows 8 si affermerà e riabiliterà l’immagine dell’azienda, riuscirà a fissare nella testa di tutti Metro come un marchio di fabbrica, siamo sicuri che ci sarà spazio per tutti questi produttori? Se Windows Phone 8 riuscisse [anche se ne dubito] a conquistare una quota consistente di mercato cominciasse a vendere bene l’azienda non sarebbe tentata ad acquisire Nokia? Prima che il valore sia troppo alto ovviamente. Oppure a stringere una partnership molto spinta con l’esclusiva al marchio finlandese.

I vecchi modelli sono evidentemente in crisi. Sotto l’ombrello di Windows gli OEM competevano sul rapporto specifiche/prezzo, senza curarsi troppo della qualità degli elementi “accessori”. Per raggiungere quanti più clienti possibili espandevano la loro gamma a dismisura, una selva di modelli tutti simili ma diversi, un tripudio di autolesionismo che limitava la loro forza contrattuale. Apple ha distrutto questo mito portando pochi prodotti che funzionano bene, soluzioni di cui la maggior parte degli utenti non sa neanche che cosa abbiano dentro. Ma chi crede più nelle specifiche? A chi dovrebbe importare?

Il focus oggi è sull’esperienza d’uso e questo lo dimostrano i risultati delle vendite degli smartphone. Solo chi ha saputo fissare una propria experience di qualità sta guadagnando mentre tutti gli altri non fanno altro che soffocare. E questi produttori oggi sono 3: Apple, Samsung e HTC [in affanno].

Forse Microsoft non farà completamente a meno degli OEM, l’azienda fa troppe cose per farsele tutte da sola come la Mela, ma potrebbe scegliere di focalizzarsi sui prodotti consumer e uniformarli. Chi non vedrebbe bene una casa con la XBox collegata al televisore, un bel Surface sul tavolino e un paio di Lumia poggiati sulla scrivania? L’arrivo di Elop alla Nokia ed il lancio del Windows tablet rappresentano un punto di non ritorno di cui forse l’azienda avrebbe fatto a meno ma che dimostra come il mercato stia evolvendo: un posto dove non c’è spazio per tanti produttori indistinguibili. Ci sarà abbastanza posto per Microsoft?

  • Dabemo

    Non penso sia solo un problema di vendere bene windows 8, quello è solo la premessa, per prima cosa deve vendere bene windows 8 agli utenti di pc tradizionali.
    La cosa non è affatto scontata, anzi il mondo business non sembra molto intenzionato a passare a w8, potremmo vedere uno scenario simile a Vista.
    Senza questo ovviamente surface e i windows phone 8 saranno in grande difficoltà, ma se anche w8 vende bene, il successo di tablet w8 o telefoni wp8 sarà decretato dall’ecosistema, dalla qualità e quantità di app disponibili studiate apposta per metro su tablet o tel multitouch.
    Su questo ci sono dubbi diversi
    http://blog.philgetzen.com/post/17244201404/why-windows-phone-7-will-never-take-off
    http://shawnblanc.net/2012/06/how-microsoft-and-apple-are-fighting-the-prejudice-that-tablets-are-not-for-creating/
    http://www.marco.org/2012/06/22/microsoft-developer-problem
    Sono tutte ipotesi, però in redmont non possono dormire tranquilli

  • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

    Grazie per il commento Dabemo. Il discorso è complesso e va preso da vari punti di vista.

    Devo ammettere che ero tentato di scrivere un post per risponderti, ma farò qua.

    Oggi il mercato dei PC è quasi tutto nelle mani di Microsoft ma è un settore che non cresce più. Le macchine sono sempre più utilizzate per fini di produttività mentre per il resto chi può permetterselo usa il tablet o lo smartphone. Questo trend verso la “portabilità” prima e la “mobilità” poi è iniziato con la nascita dei primi computer. Il primo PC IBM nel 1981 era un prodotto a basse prestazioni ed economico, per i tempi.

    Con l’andare avanti i computer desktop hanno ceduto terreno ai laptop. Oggi i laptop cedono terreno ai device. Per cui nel consumer la questione non è servire i vecchi PC ma gestire la transizione e in questo Microsoft mi sembra sulla buona strada. Può servire un largo parco di soluzioni ibride e di laptop vecchia scuola con l’integrazione del touch.

    Ci saranno degli attriti ma gli OEM non hanno spazio per trovare altrove altri sistemi operativi. Se parliamo di un utilizzo vecchia scuola la via è Microsoft. Hanno il software, i driver e tutto quello che serve. Android non è una soluzione competitiva per i tablet figuriamoci per un PC mentre le distribuzioni Linux sono tutt’altro che popolari (Linux è un grande sistema per le applicazioni server ma per l’end-user il suo utilizzo è molto raro). Apple, al contrario, sforna ottimi prodotti ma non per tutte le tasche.

    Gli OEM potranno fare resistenza per i primi mesi per non scontentare gli utenti poco avvezzi al cambiamento [fornendo ancora soluzioni dotate di Seven] ma poi seguiranno anche loro. Soprattutto perché la rivoluzione post-PC parte dal basso, dalle soluzioni economiche e portatili. I tablet/ibridi diventeranno prodotti popolari come gli oramai vecchi netbook e avvicineranno le persone a Metro. Credo che basterà poco tempo perché non sembri così mostruoso usare lo stesso ambiente anche su un PC desktop.

    Oggi il BYOD sta crescendo di peso per cui avere prodotti Microsoft a casa aiuterà in azienda. Certo da queste mi aspetto un corposo ritardo. L’azienda di Redmond continuerà a vendere licenze di Seven per un bel po’ e questo non è necessariamente un male. Ma nessun competitor si è curato di sviluppare prodotti per le aziende in grado di sostituire i server Windows (anzi la Mela sta “sminuendo” Mac OS X Server) e i domini Active Directory. I system administrator difficilmente sceglierebbero un iPad o peggio un Android se potessero dare ai dipendenti dei tablet completamente gestibili dal server.

    Del resto Apple genera circa l’80% dei suoi ricavi in vendita di device iOS. E’ una consumer company al massimo serve i professionisti. Microsoft è presente in molti altri mercati. E Windows Server 2012 è un prodotto in grado di sostituire il suo predecessore, ne abbiamo un’installazione qua in Nanosystems per finalità di sviluppo e il nostro Andrea Ciotti ne è decisamente soddisfatto. Il potenziamento di Hyper-V, che colma diverse delle lacune rispetto a VMware che fa girare circa il 67% dei server virtualizzati (Microsoft è al secondo posto con il 16%), mostra l’attenzione dell’azienda verso un’adozione sempre maggiore dei thin client e non solo.

    Per cui sebbene le aziende per molti motivi saranno le ultime ad adottare Windows 8 dubito che si innescherà una dinamica perversa come con Vista, una situazione distante da quella di oggi.

    Per concludere, l’ecosistema di sviluppatori di Microsoft è ricco e notoriamente l’azienda dispone dei migliori strumenti di sviluppo. Windows Phone 7 con la sua scarsissima penetrazione ha ben 100.000 app, questo vuol dire che i ragazzi con la voglia di fare ci sono. Windows 8 sarà potenzialmente un affare molto più grosso per cui credo che l’application store si popolerà con ragionevole rapidità. Anche perché sviluppare applicazioni per un nuovo OS consente di acquisire un vantaggio competitivo verso chi verrà dopo. Mi viene difficile pensare che ad oggi non ci siano team al lavoro per il rush autunnale.

    Naturalmente l’azienda è in trepidazione per il nuovo OS, si sono messi in discussione e secondo me hanno fatto bene. Il mondo sta cambiando e continuare su una strada in declino non ha senso. Non voglio negare che sia una grande sfida, vediamo se saranno in grado di farcela.