La “fortuna” di essere OEM

GraficoOgni filiera produttiva ha i suoi “anelli deboli”: quella categoria di operatori che subiscono le decisioni degli altri più grandi e sprezzanti. Se parliamo di PC – e ora anche tablet – non ci sono dubbi che gli OEM siano “gli sfigati” della famiglia e più passa il tempo più questo è evidente.

Del resto sia Microsoft che Google hanno un proprio tablet. BigG addirittura vende sotto-costo per competere con Amazon. Apple è integrata verticalmente e progetta in proprio le sue soluzioni, per poi affidarle a Foxconn e compari per la produzione diretta.

Sviluppare PC e tablet – non la tecnologia all’interno – è un lavoro ingrato. Le barriere che proteggono dalla competizione sono esigue e bisogna essere bravi a comprimere al limite i costi. Non è un caso che il vecchio CEO di HP – Leo Apotheker – avesse pensato di dismettere il ramo meno produttivo dell’azienda. Al contrario chi scrive gli OS o progetta i processori si trova in una situazione completamente diversa: il mercato è oligopolistico grazie alla continua innovazione e gli utili sono molto elevati.

Ma vediamo qualche numero. Ho confrontato sul grafico il rapporto fra risultati netti e ricavi dei più grandi produttori di PC a fianco a quello di società impegnate in sviluppo di software o tecnologie. I dati sono stati presi dall’ultimo rapporto annuale di ogni impresa (si riferiscono quindi ai 12 mesi). Ammetto di aver fatto un po’ un minestrone dato che alcune aziende come la già citata HP non sono certo meri PC manufacturers. Anche la dimensione delle società prese a campione è decisamente eterogenea. Ma la mia pretesa è solo quella di mostrare dove tende la ricchezza, non un confronto analitico fra aziende concorrenti.

Il grafico ha un impatto molto forte. Microsoft – in barba alla rivoluzione post-PC – è quella che porta a casa più soldi dalle vendite. Ottima la performance di ARM che però consegue un fatturato contenuto, “solo” 780 milioni di dollari. NVIDIA invece lotta con margini più risicati.

Ovviamente tutti gli OEM sono sotto e al massimo riescono a permettersi il 6% delle vendite. A guidare il branco c’è ASUS che è il produttore più spiccatamente consumer e meno solution oriented: sembra proprio che l’aziende taiwanese abbia capito come mettere in difficoltà i concorrenti e sfornare grandi prodotti. Sicuramente degno di nota.

L’evoluzione del mercato sta spingendo gli operatori a integrarsi verticalmente, almeno per alcuni segmenti. Se un tempo avere Windows e un processore Intel era sufficiente per garantire una certa esperienza, ora la qualità passa da un rapporto hardware/software più stretto, focalizzato maggiormente sull’esperienza d’uso. Microsoft avrebbe fatto a meno di impelagarsi nello sviluppo dei prodotti “solidi”, che come abbiamo visto non fanno guadagnare nulla. Ma Apple ha aperto il vaso di Pandora e con questa competizione non si può tornare indietro.

Per concludere il (triste) quesito è: quanti produttori sopravviveranno al post-PC considerando anche l’ingerenza di Samsung?

  • http://twitter.com/e_orione Emilio Orione

    Google ha comprato motorola, ma per fare il suo tablet ha fatto ricorso ad Asus, pazzesco.
    Forse gli OEM potranno riciclarsi come meri produttori stile Foxconn, se per essere un marchio consumer devi integrare verticalmente stile apple, allora sono in pochi davvero a poterlo fare: Apple, Microsoft, Google, Amazon, Samsung e pochi altri.
    Forse RIM se sopravvive fino al Blackberry 10 nel 2013, ma sembra troppo tardi, forse Facebook se decide di produrre il suo tel anche se sembra una ipotesi improbabile.
    HP ha già rinunciato, Motorola è di Google ma google non la usa per i suoi prodotti, Dell? La sua forze era la distribuzione non la produzione di software ed ecosistemi di contenuti.
    Insomma pare che ne rimarranno soltanto pochi davvero.
    E se i tablet la faranno da padroni come molti analisti prevedono entro tre o quattro anni, con i margini bassissimi dei PC e i volumi ridotti, sarà davvero dura rimanere un marchio consumer.
    E pensare che quando è uscito l’ipad tutti quelli in crisi oggi lo hanno bollato come un fallimento.

  • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

    Si, concordo più o meno su tutto. A Facebook piacerebbe fare il suo smartphone ma che piaccia alla gente un prodotto così “monopolizzato” ho qualche dubbio. Manco tanto pochi.

    Per quanto riguarda Asus: bisogna ammettere che Google si è comportata bene con i partner da un certo punto di vista. E se vende senza margini il Nexus 7 non è detto che ASUS non consegua dei margini. Anzi penso proprio il contrario. Però se, come ha accennato AllThingsD, Google vuole andare sui canali retail per competere con Amazon Samsung non sarà troppo felice. La spingerà verso il fork?

    Con Motorola credo che presto o tardi qualche cosa faranno. Per ora suppongo stiano studiando le alternative.

    Anche secondo me se la caveranno in pochi o ridimensionati.