Intel, il mobile è a portata di mano

Intel LogoSecondo Cringely, acuto blogger e giornalista statunitense, Intel non sarebbe in grado con le sue forze di recuperare ARM nel mercato ultra-mobile e dovrebbe acquisire Qualcomm. L’operazione non farebbe alzare gli scudi all’antitrust, al contrario di una eventuale incorporazione di ARM, e consentirebbe alla casa di Santa Clara di entrare nei mercati smartphone e tablet in pompa magna.

Teoria interessante, peccato che sia a mio avviso assurda almeno per tre ragioni:

a) comprare Qualcomm allerterebbe comunque l’antitrust;
b) Intel sta andando alla grande e il mobile è vicino;
c) sta per uscire Windows 8.

Vediamo i punti uno alla volta.

Antitrust
Cringely afferma che un’eventuale acquisto di ARM, azienda inglese che sviluppa le CPU utilizzate nei nostri gadget, verrebbe bloccata dai regolatori. Pensiero legittimo, del resto sarebbe un suicidio concentrare una fetta così grossa nelle mani di Intel. Quel che suona bizzarro è l’idea che l’acquisto di Qualcomm, oltre che economicamente valido (parliamo di 115 miliardi contro i 140 mld di valore di Intel), sia un’operazione che passi inosservata al Department of Justice statunitense. Vediamo qualche cifra.

La casa di Santa Clara è di gran lunga il primo produttore di semiconduttori al mondo (controllate con i vostri occhi), con oltre 49 miliardi di ricavi generati dal settore in questione. Al secondo posto troviamo Samsung con 29 miliardi di fatturato mentre al sesto c’è Qualcomm con circa 10 miliardi. Certo rispetto a chipzilla parliamo di cifre umane ma credo proprio che i regolatori non saranno felici di scoprire che la società che detiene un monopolio de facto nel mercato delle soluzioni x86 vada ad acquistare uno dei player più forti per quelle ARM.

Intel è in un buon momento e Medfield promette bene
Intel ha segnato un risultato importante durante il 2011 superando i 50 miliardi di dollari di fatturato (+24% di crescita annuale). Questo dimostra che l’azienda è in salute e che il mercato dei semiconduttori non è diventato ostile per i processori x86. Infatti, per ogni tablet che compriamo si rafforza la necessità di server remoti potenti e connessi. La portabilità e l’autonomia vanno a braccetto con il cloud (la potenza è stata di fatto spostata e centralizzata) e la casa di Santa Clara motorizza un larghissimo numero di server al mondo.

D’altra parte ho già parlato della necessità per Intel di saturare le proprie fabbriche, che comportano investimenti salatissimi di diversi miliardi di dollari. Medfield è la soluzione della casa per fare concorrenza ad ARM ed i primi test fanno pensare che sia molto veloce. C’è da dire che i benchmark sono stati eseguiti dalla società stessa, per cui traete da soli le vostre considerazioni. Dalla mia esperienza con le recensioni posso dire che i dati di “parte” delle case sono generalmente esatti, la “fregatura” sta solitamente nel non menzionare i test dove le soluzioni rendono peggio. Per cui credo che nella navigazione l’Atom Z2460 sia davvero veloce come dicono, per tutto il resto dovremo aspettare i benchmark indipendenti.

Se compariamo i risultati con i primi sample dei Krait i dati sono confortanti (per Intel). L’ATOM Z2460 è più veloce nonostante sia un single core. I consumi dovrebbero essere comparabili. Sicuramente ci saranno degli scenari di utilizzo in cui la situazione sarà molto diversa, ma il fatto che Medfield verrà equipaggiato da alcuni grandi produttori fra cui Lenovo fa ben sperare che l’azienda sia sulla buona strada. Credo che questa generazione sarà appena competitiva, ma la prossima vedrà Intel entrare come player di primo piano, almeno per quanto riguarda le prestazioni.

Windows 8
L’Atom Z2460 sarà utilizzato in smartphone e tablet Android e credo che l’adozione sarà molto limitata. Il software sviluppato con il NDK (Native Development Kit) dovrà essere riscritto pena gravi perdite prestazionali o, peggio, totale incompatibilità. Nei tablet, Android è debole fatta eccezione delle soluzioni di Amazon e Barnes and Noble. Non stiamo però facendo i conti con Windows 8 che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. La versione per ARM sarà infatti limitata, non potrà essere inclusa in un dominio Active Directory e le applicazioni in modalità desktop dovranno essere riscritte. Infine non sarà possibile installare App al di fuori del marketplace.

Questo vantaggio può spingere le soluzioni Medfield e dare a Intel lo sprint iniziale per cominciare la sua crescita nel settore ultra-mobile.

In conclusione
Cringely è un commentatore preparato e sagace, le sue visioni degli accadimenti della Silicon Valley sono molto interessanti. Consiglio a tutti la lettura del suo blog. Credo però che sia in errore su Intel, il colosso è in ritardo ma già in passato ha dimostrato di sapersi reinventare. Dopo tutti gli anni buttati dietro a Netburst, la micro-architettura del Pentium 4, ha saputo cambiare gioco e sviluppare Core. Da lì AMD non è mai stata in grado di riprenderla. Chipzilla ha un know how vastissimo e le migliori tecnologie di produzione al mondo, all’aumentare della complessità dei SoC lo svantaggio di x86 diminuisce e un passo alla volta la casa diventa più competitiva. Non credo toglierà ad ARM il posto al sole che ha nell’ultra-mobile, ma da qui in avanti sarà una battaglia dura fra Davide e Golia, non ci sono dubbi.