Intel difende i datacenter

Intel Ivy BridgeIl calo delle vendite dei PC e le incertezze riguardo i risultati di Windows 8 minano il futuro di Intel, società che genera circa il 70% del fatturato dai classici computer. La rivoluzione post-PC vede infatti Chipzilla in ritardo rispetto ai competitors del carrozzone ARM e non è chiaro se sarà possibile recuperare una quota maggioritaria di mercato data la maggiore rigidità del modello produttivo della casa.

Al contrario le soluzioni per datacenter crescono e hanno margini più interessanti dei prodotti consumer. Qui il colosso dei semiconduttori è ben piazzato ma questo non vuol dire che abbia le spalle completamente coperte dalla competizione. Per alcuni scenari d’uso sfruttare molte piccole CPU in parallelo può produrre risultati migliori dei tradizionali Xeon, un esempio è rappresentato dai webserver.

Per i produttori di CPU ARM-based questi segmenti di mercato costituiscono una testa di ponte per aggredire in futuro le soluzioni hi-performance della casa di Santa Clara. AMD e Calxeda si stanno già muovendo in tale direzione anche se la prima sta soffrendo guai finanziari notevoli.

La miglior difesa è l’attacco

La risposta dell’azienda arriva puntuale e convincente con la serie Atom S1200.

Una famiglia di processori nati per il mercato server che uniscono ai bassi consumi di Atom il supporto alle memorie ECC, alle istruzioni per la virtualizzazione VT-x e alla tecnologia Hyper Threading.

Parliamo di unità a 64-bit capaci di far girare il software già disponibile. Rispetto ad ARM è un vantaggio notevole dato che non esiste alcuna soluzione sul mercato che supporti l’ISA ARMv8.

I consumi sono decisamente contenuti e vanno dai 6,1 agli 8,5 watt.

Per il 2013 Atom sarà rinnovato e arriverà finalmente l’esecuzione out-of-order.

Partner di peso

Sembra che Intel abbia già guadagnato i favori di alcuni partner importanti fra i quali spicca Facebook.

Un segnale positivo sintomo che la casa non vuole perdere “un secondo treno” capace di scuotere i suoi bilanci. In un periodo in cui diversi blogger – fra cui Robert X. Cringely – colpevolizzano Otellini di aver perso la rivoluzione post-PC questo lancio sembra urlare al mondo che il colosso dei semiconduttori è ancora sul mercato e darà filo da torcere alla concorrenza. Staremo a vedere.