Inside Microsoft: un’analisi delle divisioni aziendali e dei loro risultati

Steve Ballmer CEO di MicrosoftMicrosoft ha chiuso l’ultimo quarto del 2012 – solare – in buona forma con ricavi in aumento (y-o-y) e utili in lieve diminuzione ma comunque elevati. La notizia non appare scontata vista l’eccezionale crescita dei tablet e il calo del mercato PC misurato sia da IDC che da Gartner.

La casa di Redmond non è riuscita a convincere i consumatori della bontà dei suoi prodotti post-PC. Surface è stato distribuito in pochi paesi ad un prezzo non aggressivo che ne ha leso la diffusione mentre Windows Phone non ha mai guadagnato una trazione significativa. Nonostante questo è cresciuta, perché?

Dare un’occhiata ai conti del colosso consente di comprendere l’andamento delle singole divisioni e il loro stato di salute.

Uno sguardo ai numeri

Ecco i dati relativi al secondo quarto fiscale del 2013:

  • Ricavi per 21,456 mld di dollari, in aumento dai 20,885 mld dell’anno precedente
  • Margine operativo per 7,771 mld di dollari, in diminuzione dai 7,994 mld dell’anno precedente
  • Utile netto per 6,377 mld di dollari, in diminuzione dai 6,624 mld dell’anno precedente
  • Rapporto utili/fatturato pari al 29,72%, in diminuzione dal 31,71% dell’anno precedente (ma comunque astronomico..)

A crescere sono state le divisioni Windows and Windows Live e Server and Tools mentre quella Business è in discesa.

Per poter confrontare su un orizzonte più ampio i dati ho preparato due grafici che riportano i ricavi e il margine operativo netto trimestrale a partire dal Q1 2010 (fiscale), ripartiti per divisione:

A questi aggiungo altri due plot in cui vengono confrontati i risultati annuali dell’ultimo triennio:

Windows and Windows Live

Partiamo dalla divisione Windows, in particolare andiamo a vedere i ricavi. Nel Q2 2012 fiscale troviamo un picco marcato – mai eguagliato – che coincide con il lancio di Windows 7. Il trimestre si è infatti chiuso il 31 dicembre 2009 mentre il sistema operativo è stato lanciato a fine ottobre del medesimo anno.

Microsoft doveva recuperare il flop di Vista e gli smartphone sebbene in crescita non erano la super-potenza di oggi. Gli iPad neanche esistevano. Così la casa ha realizzato risultati imponenti con il suo prodotto di bandiera.

Confrontando l’andamento del Q2 2010 con quello del Q2 2013 – lancio di Windows 8 – troviamo un pattern comune, con un calo nel quarto precedente ed un successivo rimbalzo, ma i risultati sono evidentemente inferiori. Oggi i PC non sono più sulla cresta dell’onda.

Se il mercato è in declino come si spiega la crescita? I clienti di Microsoft sono gli OEM, la compagnia è di fatto loro fornitrice, ed è quindi normale che gli scossoni arrivino con un certo ritardo. Inoltre non conosciamo i contratti firmati con i vari operatori del mercato, potrebbero essere previsti quantitativi minimi di acquisto che comunque non spiegano un risultato in crescita.

I produttori sono messi sotto pressione dalla transizione post-PC e sembra che Microsoft sia riuscita nel vendere Windows 8 come una possibile soluzione. Di fatto un sostituto per il buon vecchio OS non c’è, qui si sente il potere dell’effetto lock-in. Ma già a partire dal prossimo trimestre potremmo assistere ad un declino y-o-y dei risultati.

Server and Tools

La divisione Server and Tools sta vivendo un ottimo periodo e durante l’esercizio fiscale 2012 – dati annuali – ha superato in termini di ricavi quella Windows. I prodotti destinati al mercato professionale sono però meno remunerativi, circa un terzo in meno, e questo è un problema per Ballmer.

Business

Office – che compone circa il 90% dei ricavi della divisione – rimane la macchina da soldi dell’azienda sebbene nell’ultimo quarto abbia registrato una prestazione sotto i “suoi livelli”. Due giorni fa è stata rilasciato ufficialmente Office 2013 che include dei nuovi piani di abbonamento estremamente convenienti. Vedremo che effetti avranno sulle casse di Microsoft nei prossimi trimestri.

Con Windows e i PC davanti al declino non è da escludere che la casa decida di rilasciare le tanto chiacchierate versioni per iOS e Android. Maggiore sarà il calo del sistema operativo della società e maggiore sarà l’incentivo ad allargare il mercato. C’è da dire che il software per i tablet viene venduto a prezzi generalmente bassi e che Microsoft non ha ancora mostrato un’interfaccia touch convincente per la suite. Dei dubbi rimangono.

Entertainment

La divisione Entertainment comprende la XBox, i videogiochi e la piattaforma Windows Phone. L’andamento è visibilmente stagionale, per via della console, e i profitti generati sono complessivamente modesti. Non sembra che Windows Phone stia avendo effetti significativi per l’azienda.

Online Services

Infine, la divisione Online Services comprende la piattaforma pubblicitaria proprietaria e il motore di ricerca Bing. Notoriamente in perdita, negli ultimi 2 trimestri è in lieve miglioramento. Da notare il grosso picco negativo in occasione del Q4 2012 in cui l’acquisizione di aQuantive è stata imputata a perdite per circa 6 miliardi. Fa impressione vedere quanti miliardi ha buttato il colosso su un business assolutamente non profittevole.

Un futuro complesso

Affermare oggi che Microsoft non goda di buona salute è pura disonestà intellettuale. La società continua a segnare numeri impressionanti specie quando si parla di redditività. Il 29% dei ricavi viene trasformato in utili netti, un lusso davvero raro che neanche Apple vanta (da sempre).

Permangono i rischi dovuti al cambiamento del mercato “computing” con una crescita astronomica dei device post-PC. Oggi la casa di Redmond non sente gli effetti della transizione grazie alla sua posizione nella filiera che la vede come mera fornitrice di software. I clienti sono gli OEM e non i consumatori per cui le cattive notizie si avvertiranno in ritardo. Ma sappiamo che i produttori di PC al di fuori di Lenovo e ASUS se la stanno passando male, corrono ai ripari iniziando a produrre soluzioni mobile o buttandosi nel mercato server/professionale.

Prima che Windows crolli nelle aziende ci vorrà del tempo, alcuni anni, ma fra i consumatori il declino sta già avvenendo. Le vendite di Office sono legate a quelle dell’OS e ne risentiranno salvo l’entrata nelle nuove piattaforme post-PC, che comunque potrebbe non essere la panacea dei mali.

La divisione Server and Tools ha un futuro positivo davanti a se. Gli sforzi della casa nel ridurre il gap con VMware in campo di virtualizzazione pagheranno ma la redditività, sebbene elevata, non è la stessa di Office e Windows.

In conclusione Microsoft è lontana dall’essere defunta ma non si può negare che abbia davanti un 2013 difficile. Se come si vocifera riuscirà a rilasciare Windows 9 durante l’anno, dimostrando di poter mantenere una rapidità di esecuzione pari alla concorrenza, le possibilità di spuntarla mantenendo la ricchezza attuale aumenteranno. Al contrario continuando a ragionare da monopolista non potrà che pagarne le conseguenze.

  • http://www.isophist.com/ Emilio Orione

    Concordo molto con il commento finale, la rapidità di esecuzione è data per scontata dagli utenti post-pc, i ritmi di Microsoft anche con windows phone finora sono stati nettamente inferiori ai concorrenti e questo potrebbe essere un fattore decisivo per il successo della piattaforma.