ARM sempre più vicina ai PC

Qualcomm Snapdragon S4 KraitLeggendo il Sole 24 Ore mi è saltata all’occhio una notizia interessante, Qualcomm sarebbe al lavoro per un SoC quad core da utilizzare nella futura generazione di Ultrabook. Il rumor è quantomai plausibile, Windows 8 supporterà i processori ARM-based per cui è scontato che oltre ai tablet queste soluzioni possano essere impiegate nei portatili ultrasottili. Ma siamo sicuri che non stiamo parlando di netbook?

Che da qui all’uscita di Windows 8 Qualcomm riesca a raddoppiare le prestazioni in ambito single threaded sembra altamente improbabile e allo stato attuale i Krait danno tutta l’idea di essere lievemente più lenti di un Atom Z2460 quando parliamo di navigazione (benchmark che dice molto sulla reattività del sistema sotto task non parallelizzati). Per cui che speranze avrebbero contro un potentissimo Ivy Bridge?

La risposta è semplice, nessuna. Almeno non sul piano delle prestazioni. Quello che possono offrire è una ampia autonomia, molto ampia, a scapito di una potenza di calcolo di gran lunga inferiore. Anche dal punto di vista della grafica non va molto meglio, le HD 4000 competono con VGA discrete di fascia bassa che sono GPU ben più elaborate di un’Adreno 225.

Quindi di che tipo di soluzioni stiamo parlando? Come ho già accennato ieri, con l’uscita di Windows 8 i confini fra le diverse categorie di prodotti diventeranno più flebili e non ci sarà più grande differenza fra un tablet col dock e un netbook con il touch. Considerando che WOA (Windows on ARM) non consentirà di installare programmi al di fuori dal marketplace di Windows, che presumibilmente verrà popolato prevalentemente da applicazioni per Metro, è lecito pensare che una buona parte del laptop Qualcomm-powered avrà il touch.

Perdonate la pignoleria, ma un prodotto simile non ha nulla di Ultra(book). Intel è ancora la via da seguire per questa fascia.

Tuttavia è chiaro che Windows 8 costituisce l’opportunità per ARM di fare concorrenza diretta alla casa di Santa Clara entrando nel suo territorio. La società comincerà ad aggredire il colosso dal basso, sulle fasce low-cost e low-power. Difficile che possa prendere il sopravvento nella fascia alta. Qui infatti servono processori con pochi core complessi perché nel mondo consumer le prestazioni single threaded fanno la differenza. ARM può inserire in un package ridottissimo un gran numero di core ma per l’utente medio non è un grande affare.

Intel al contrario cerca di aggredire l’ultra-mobile dall’alto perché se la cava meglio a prestazioni che a consumi. Del resto la società non vuole rinunciare a x86 che comporta decoder più complessi e affamati di corrente. C’è da dire che all’aumentare della complessità delle CPU, il controller diviene via via una componente meno importante ed il gap diminuisce, mitigato anche dai superiori processi produttivi della casa.

Nel 2012 inizieranno le ostilità ma la lotta entrerà nel vivo solo per l’anno prossimo. Sconvolge vedere AMD perdere completamente il treno del progresso, posizionata male nelle CPU vecchia scuola e completamente assente nei prodotti post-PC. Senza le ottime soluzioni grafiche mi chiedo cosa avrebbe fatto la storica rivale di Intel.

Per concludere, a gennaio Alessio Di Domizio – blogger che stimo e con il quale discuto di tanto in tanto – aveva intravisto la possibilità per Apple di introdurre i SoC ARM negli Air. Personalmente non credo in una simile evoluzione, non a breve, i prodotti della casa inglese sono troppo lenti e non si adattano ad un portatile di fascia alta che punta sì alla mobilità ma garantendo comunque prestazioni ottime. Inoltre il software di terze parti per Mac OS X è sviluppato prevalentemente in codice nativo e questo (oltre all’attitudine della casa a tenere tutto segreto fino a pochi giorni dal lancio, strategia opposta a MS che già ha dato in pasto ai developer buona parte del pranzo) comporterebbe una transizione dolorosa che andrebbe a minare la fetta di MacBook più redditizia, ben il 28% del totale. Mamma Microsoft offre degli spunti molto più interessanti per ARM e credo che l’azienda debba cominciare da lì ad espandersi nel mondo dei PC, ammesso che questo acronimo abbia ancora senso nel mercato che ci troveremo presto davanti.