Speculando un po’ su AMD e Apple

AMD HD 6990Alessio Di Domizio mi ha segnalato ieri una speculazione – pubblicata da 9to5Mac – riguardante l’acquisizione di AMD da parte della casa di Cupertino. Effettivamente la società di Sunnyvale se la sta cavando maluccio, ha annunciato recentemente il licenziamento del 15% del personale e la vendita di un campus sito ad Austin, in Texas.

Il valore di borsa è basso, 1,4 miliardi di dollari, nulla che possa spaventare Cook e compari.

Ma ne vale la pena? Sono decisamente scettico.

In gara con il futuro

La Mela è un’azienda sui generis sotto ogni punto di vista. Quando si tratta di acquisizioni punta ad aziende in grado di fornire tecnologie rilevanti per migliorare i propri prodotti. Alcuni esempi recenti sono Siri, P.A. Semi e Intrinsity.

Non è da Apple acquisire al fine di incrementare la propria clientela o di entrare in nuovi mercati. Se qualcosa di nuovo sarà venduto avrà una mela sopra, direttamente o indirettamente che sia.

L’azienda è attualmente focalizzata sui mercati mobile che hanno generato nell’esercizio fiscale 2012 circa 118 miliardi di fatturato, una cifra astronomica. I Mac nello stesso periodo hanno portato 23 miliardi di dollari e rappresentano un business rilevante ma secondario.

Soprattutto, in ottica prospettica valgono ancora meno: dal 2011 al 2012 i computer sono cresciuti del 7% mentre i device iOS di poco meno del 60%.

Il salto nel passato

AMD al contrario è particolarmente sbilanciata verso i mercati tradizionali. Le sue CPU – architettura x86 – sono troppo voraci per entrare in uno smartphone o in un tablet. La società non ha mai sviluppato un System-on-a-Chip e sta fallendo a tenere il passo di Intel in termini di prestazioni. Nel rapporto fra performance e consumi il divario è ancora più marcato.

La mossa più interessante che ha compiuto ultimamente è stata l’acquisizione di SeaMicro, società nota per i suoi innovativi server a basso consumo massivamente parallelizzati.

Passando alle GPU lo scenario è migliore, tecnologicamente la rivale NVIDIA non è affatto distante. Certo nel mercato delle lucrative soluzioni professionali la casa Green è un’istituzione ma dalla sua l’ex-ATI sembra aver chiuso contratti interessanti per la fornitura di unità grafiche per le future console. Anche qui mancano completamente prodotti che mirino ai mercati mobile.

Cercando una ragione

Riassumendo abbiamo un’azienda che ha scommesso tutto sui device mobile per i consumer e un’altra, molto più piccola, il cui unico recente investimento porta verso le soluzioni server per l’impiego nei datacenter. Uno strano binomio.

Senza dimenticare che anche se la Mela volesse staccarsi da Intel – perché?? – i Mac rimangono prodotti di fascia alta che hanno solo da perdere a passare a AMD.

Perché acquistare una compagnia “fritta” quando si può cercare di rafforzare l’ecosistema iOS? Perché spendere energie preziose per raggiungere la casa di Santa Clara nei prodotti x86 quando le soluzioni basate su ARM stanno “prendendo il sopravvento“? Che cosa ne sarà dei prodotti dedicati ai server dell’azienda, mercati non coperti da Apple?

Ci sono francamente troppe domande e ben poche risposte. Forse Cook mi smentirà ma dubito fortemente che sarà per produrre internamente le CPU e le GPU per i propri computer, uno sforzo esagerato dove c’è meno crescita mentre iOS è sempre più minacciato da Samsung.