PhotoSpotLand, il servizio per condividere i tuoi “spot”

PhotoSpotLandMario Bucolo non è certo il tipo che passa inosservato. Assiduo partecipante dei gruppi ID e ISS, il catanese è un interlocutore diretto e vulcanico che difficilmente perde l’occasione per vantare i propri successi. PhotoSpotLand è il suo ultimo progetto, portato avanti insieme ad uno staff dalle referenze più che ragguardevoli, che si propone di attrarre una community di fotografi più o meno professionisti alla ricerca di location – spot – e di eventi per scatti da urlo.

PhotoSpotLand non è ancora stato lanciato ma sono rimasto molto incuriosito dalla descrizione del sito così come dallo spazio dedicatogli dal Sole 24 Ore. Evidentemente il team sa come suonare le corde della stampa.

Mi sono fatto una chiacchierata con il suo fondatore, informale e diretta, che mi ha spiegato cosa sta per “Comunità ed esperienze condivise su dove, cosa, come e con chi andare a fotografare nel mondo”.

Non l’ennesima photo sharing app
Una cosa Mario l’ha voluta subito puntualizzare: PhotoSpotLand non sarà una servizio di sharing come Instagram o Flickr. Piuttosto si integrerà orizzontalmente con questi prodotti per consentire agli utenti di mostrare i propri lavori.

Del resto è un mercato già abbondantemente fornito, meglio puntare a ciò che gli altri non fanno. Oltre a risparmiarsi la fatica di costruire una costosa infrastruttura (si costosa anche con il cloud).

In cosa consiste PhotoSpotLand? E’ un strumento per fotografi e appassionati con tanta voglia di condividere le loro esperienze, allo scopo di individuare e commentare le migliori location ed eventi dove andare a scattare. La piattaforma consentirà di scambiare informazioni dettagliate sull’attrezzatura – mezzi di trasporto compresi – per sostenere la community e l’organizzazione di gruppi e comitive.

Come si traduce questo all’atto pratico? Ogni utente avrà quattro schede dalle quali attingere (o pubblicare) le informazioni: Where, When, How, With.

Queste consentiranno di visualizzare gli spot sulla mappa, scambiare le esperienze, pianificare un calendario, contattare altri appassionati/professionisti e quant’altro possa accrescere l’esperienza delle nostre scampagnate.

Il business model
Mi è capitato diverse volte che degli startupper fossero restii a raccontare come immaginavano di tirare su il quattrino. Cosa insolita se pensiamo che le startup sono prima di tutto imprese (con determinate caratteristiche certo, ma sempre imprese).

Mario al contrario ha subito messo le carte in tavolo e non posso nascondere di aver gradito la franchezza. Un po’ come Facebook, mira ad acquisire dati sui fotografi che sono consumatori di un certo peso. Questi saranno utilizzati per inserire deals e fornire servizi a chiunque ne abbia necessità come produttori di materiale fotografico, distributori, rivenditori e via dicendo.

Non esclude la possibilità di stipulare convenzioni per gli utenti premium, quindi con sottoscrizione a pagamento, ed è già attivo un programma VIP per organizzare set fotografici.

Per favorire la crescita della community sono in programma accordi con servizi paralleli e associazioni – fra le quali spiccano la Stamperia Regionale Braille e con il Consiglio Regionale Siciliano dell’Unione Italiana Ciechi – oltre all’organizzazione di competizioni ed eventi.

Esterofili per necessità
Attualmente PhotoSpotLand ha richiesto investimenti marginali ma il team punta molto in alto. Mario è scettico verso gli investitori nostrani in quanto non offrirebbero le somme che desidera. Preferisce il territorio statunitense e a breve apriranno una sede a New York.

Per ora PhotoSpotLand non è attivo ma la squadra conta di aprire ai beta tester per la prima settimana di ottobre. Se tutto filerà liscio il lancio ufficiale avverrà a cavallo fra fine ottobre e inizio novembre. Più avanti è prevista anche un app mobile, inizialmente per iOS e a seguire sulle altre piattaforme.

Non posso che attendere con ansia l’apertura di PhotoSpotLand per poter toccare con mano il servizio e valutarne le potenzialità. In fin dei conti sono anch’io un amante – alquanto inesperto – della nobile arte fotografica. Chissà che non riesca a migliorare un po’ grazie a Mario e la sua squadra.