Perché Windows 8: un’apologia di Microsoft

Steve Ballmer CEO di MicrosoftQui su Hymn to Future abbiamo speso molte parole su Microsoft e Windows 8. Per la maggior parte sono uscite da me, inizialmente lodando il coraggio della società di Seattle nel mettere in discussione il suo successo e valutando troppo positivamente i vantaggi tecnici che una soluzione ibrida poteva fornire agli utenti. Con il tempo la mia visione si è ridimensionata con il rilascio delle varie preview di Windows 8.

La scorsa settimana Emilio Orione ha scritto un lungo post sul perché l’approccio di Microsoft a voler creare dei mezzi tablet/laptop non sia ottimale: le due interfacce sono lontane e i compromessi troppo elevati.

Dal nostro punto di vista è facile criticare le scelte della compagnia – a ragione – ma questa ha in parte le mani legate. E il fatto che Windows 8 non abbia scaldato il cuore di recensori e utenti – un dato di fatto – non significa che il percorso intrapreso non possa pagare nel breve futuro. Molto sta nell’esecuzione e sebbene le possibilità di compensare il calo del mercato PC con le tavolette si fanno sempre più sottili non sono del tutto scomparse. Per cui oggi vestirò i panni dell’avvocato di Steve Ballmer.

Una Modern UI (Metro) per tutti i terminali

Microsoft è stata travolta dalla rivoluzione post-PC ed ha reagito da colosso pseudo-monopolista: troppo lentamente. Si è trovata sul lato sbagliato del personal computing mentre l’iPad cominciava a sostituire i computer domestici, per la buona parte portatili, che tanto piacevano alla vecchia utenza.

L’errore più grosso che Microsoft ha commesso non è stato rendere tutti i PC del “nuovo” mondo degli ibridi ma fare lo stesso con i tablet. Modern UI doveva essere l’unico ambiente possibile di Windows RT e Office dovrebbe avere un’interfaccia touch friendly seria.

E il problema non era solo una questione di device, di tavolette Windows 7 se ne sono sempre fatte ma francamente erano adatte solo agli agenti di commercio che andavano in giro a illustrare brochure ai clienti – usando lo stilo – e pochi altri. Mancava il software adatto ad essere utilizzato con le ditina, presupposto imprescindibile per attirare l’utenza.

I risultati non certo esaltanti dei tablet Android, che senza i Kindle Fire e i Nexus venduti “sottocosto” non andrebbero da nessuna parte, mettevano in luce che competere con Apple ad armi pari era un suicidio. Partendo senza App poi.

Così la società fondata da Gates e Allen ha preso l’unica decisione che avevano davanti, includere Modern UI su tutti i loro prodotti. Era necessario convincere i developer che la base d’uso delle nuove applicazione sarebbe stata elevatissima. Con circa 360 milioni di PC all’anno il mercato sarebbe apparso più intrigante.

Per questo un buon sistema che necessitava solo di aggiornamenti incrementali come Windows 7 è stato modificato introducendo il nuovo Start Menu. Ed ironia della sorte questo “mostro”, poi ripetuto con RT anche per le tavolette “pure”, si è dimostrato assai più solido nei prodotti tradizionali che nei post-PC. Metro può essere sfruttata per concentrare notifiche di posta, instant messaging, news e altre fonti di distrazione secondarie lasciando il desktop pulito per lavorare. Personalmente mi sono trovato molto bene ma gli utenti meno eruditi o poco amanti del cambiamento hanno sbattuto il muso con un’interfaccia ampiamente modificata.

L’errore più grosso che Microsoft ha commesso non è stato rendere tutti i PC del “nuovo” mondo degli ibridi ma fare lo stesso con i tablet. Modern UI doveva essere l’unico ambiente possibile di Windows RT e Office avrebbe dovuto avere un’interfaccia touch friendly seria.

La fine del vecchio percorso e l’inizio del nuovo

Se i mercati tradizionali e il dilemma dell’innovatore stanno penalizzando Microsoft rallentando il suo cambiamento, la compagnia gode ancora di una certa stabilità finanziaria. Fa davvero tanti soldi e la solida posizione all’interno delle aziende concede altro tempo per riadattarsi.

La crescita assoluta sta diventando un obiettivo sempre più lontano mentre costruire una posizione nel mondo post-PC capace di compensare il declino del personal computer è tecnicamente possibile. Windows 8 ha fallito in tal senso ma l’azienda sta abbandonando la lentezza che l’ha contraddistinta negli ultimi anni.

I continui rumors su Windows Blue, che probabilmente verrà lanciato sul mercato come “9”, aprono uno spiraglio di speranza. Se l’attuale offerta viene considerata una transizione per cambiare modello e aggredire il mercato con major update annuali e un incremento della gamma di prodotti consumer marcati Microsoft, beh la situazione diventa più interessante per Ballmer e compari.

I Surface oggi in commercio non hanno speranze di conquistare una solida quota di mercato ma sono solo due modelli, i primi di una probabile serie. E le prossime iterazioni potrebbero essere più aggressive nei confronti degli OEM che hanno cominciato a sentire la sirena della fine ricreazione.

Microsoft si è stretta intorno a Dell, HP e Lenovo principalmente, i produttori che hanno una forte presenza aziendale. Il messaggio è “ai consumer provvederemo noi direttamente”.

Microsoft può ancora dire la sua ma potrebbe essere l’ultima chance

Se l’azienda vuole mantenere una posizione di primo piano capace di assicurarsi un futuro di rilevanza nei mercati hi-tech ha bisogno di spingere i suoi prodotti post-PC. Nel campo della telefonia Nokia sta facendo un lavoro molto interessanti con i prodotti di fascia media ed economica con Windows Phone 8. Sono segmenti in cui le offerte concorrenti sono spesso dotate di sistemi operativi non allo stato dell’arte e raramente aggiornati. Una “apertura” che sta già portando dei numeri anche se poco rilevanti rispetto ai colossi Apple e Samsung.

Per gli schermi più grandi Microsoft deve uscire con un nuovo Windows quest’anno e deve far bene. Anche una versione di Office ottimizzata per i mobile è necessaria alla causa perché la suite di produttività è la cash cow della casa. Se la compagnia riesce a superare i suoi limiti, a guadagnare la rapidità di cui ha bisogno per competere in questi mercati può volgere a suo favore o almeno pareggiare i conti con la transizione post-PC. Altrimenti rintanarsi nei mercati professionali sarà l’unica via percorribile.

  • http://www.isophist.com/ Emilio Orione

    Concordo, ma spiace vedere Microsoft in questa posizione.
    Per storia e consistenza era l’unica ditta capace di produrre dei s.o. in concorrenza con Apple, invece W8 e Surface hanno fallito il loro scopo ed ora sono passati dall’essere la soluzione all’essere i primi di una lunga serie di miglioramenti che in futuro porterà qualche risultato.
    Dall’iPhone a W8 sono passati 5 anni, c’era il tempo per fare buona la prima, c’erano i soldi e c’era la forza lavoro, ovvio che c’era anche la volontà di mettersi in concorrenza con Apple e di farlo da subito.
    Il non esserci riusciti non parla bene delle capacità di creare il prodotto di Microsoft.
    Sbagliando si impara, ma il mercato non ha pazienza e sopratutto cambia continuamente.
    Una cosa è certa, blue deve essere la volta buona, il tempo per imparare è finito.

  • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

    La velocità di reazione di Microsoft è stata davvero pessima, da corporate burocratizzata. Avessero impiegato un anno in meno sia per WP che per Windows 8 oggi starebbero parecchio meglio a mio avviso.

    Hai evidenziato molto bene con il post sul dilemma dell’innovatore perché le divisioni interne hanno penalizzato il rinnovamento della compagnia.