Microsoft finirà confinata all’interno delle aziende?

Steve Ballmer CEO di MicrosoftMicrosoft non è più sulla cresta dell’onda e lo sappiamo. Nel suo recente post Emilio Orione ha definito “confusa” la sua strategia nel mercato mobile e non posso che concordare. Windows RT non sembra avere l’appeal necessario per convincere i potenziali acquirenti, è uno strano ibrido che si porta dietro un desktop privo di senso senza il software legacy.

Secondo Adam Hartung di Forbes dovremmo addirittura aspettarci il 50% di personale licenziato entro 3 anni. Uno scenario apocalittico per la compagnia, che dipende per il 75% dei propri profitti dalle divisioni Windows e Business (Office).

I PC non piacciono più

Il principale problema per Microsoft è che i PC non sono più i device sexy di una volta, secondo IDC e Gartner l’ultimo trimestre del 2012 ha visto una contrazione del mercato di circa il 5%.

Colpa di Windows 8? Non del tutto, almeno non per quanto riguarda le soluzioni tradizionali. Oggi ha molto meno senso comprarne una.

Innanzitutto i tablet piacciono grazie alla loro facilità d’uso, portabilità e interfaccia. Per un prezzo contenuto dispongono di schermi che non si trovano altrove e di una qualità costruttiva superiore.

L’attenzione degli sviluppatori si è focalizzata su questi prodotti lasciando i vecchi computer alle roccaforti del software professionale.

A completare il quadretto, le CPU che Intel sta via via sfornando sono solo marginalmente più veloci dei loro predecessori (GPU a parte) mentre consumano molto di meno. Viene così a mancare quella corsa verso le prestazioni che ci spingeva a comprare nuovi PC con cadenza regolare. Oggi si può vivere agiatamente con un Core Duo, un processore datato che ancora consente un’esperienza dignitosa all’infuori del gaming. E il cloud rende sempre meno utile la potenza “locale”.

Perché mantenere il proprio “budget tecnologico” sui computer quando si possono acquistare smartphone e tablet?

Il problema non è tanto il declino del vecchio mercato ma il fatto che Microsoft non riesce ad arpionare nuovi clienti con i terminali post-PC. Una compressione dei corposi margini appare inevitabile.

Ancora troppo presto per la lapide

Ragionando di fantasia si rischia di far precipitare il colosso di Seattle subito giù dalla rupe. Ma la realtà è più complessa e l’azienda gode di un vantaggio strategico rispetto alla concorrenza chiamato lock-in.

Fate un piccolo esperimento con me. Chiudete gli occhi e immaginate di essere impiegati di una piccola società con 20 addetti che opera nel settore dei servizi. Ci siete? Quando entrate la mattina a lavoro vi mettete davanti ad un terminale e cosa ci gira? Windows.

I vostri applicativi per la gestione della contabilità su cosa girano? Windows.

Quante alternative cloud avete a disposizione con le nostre malandate reti? Ben poche.

E non pensate che il resto del mondo sia come la Corea del Sud..

Ora facciamo un altro gioco, siete un top manager di una Fortune 500 e dovete mettere mano ai client di 12.000 dipendenti. Che fate buttate via tutte le licenze e comprate degli iPad? Anche solo per aggiornare un applicativo è necessario un periodo di testing accurato per evitare interruzioni di attività.

Per cui Microsoft può crollare alla stessa velocità impressionante di Nokia? La risposta è no.

Questione di consumers

Chi sta smettendo di comprare prodotti con Windows sono prevalentemente i consumatori. Questo non è un buon trend per Microsoft ma mette al riparo nel medio-breve periodo la divisione Business, di cui il 90% dei ricavi è rappresentato da Office. La compagnia potrebbe commercializzare la suite di produttività su altre piattaforme e mantenerne la redditività.

I PC sono destinati a calare ma non a morire, rimangono comunque uno strumento indispensabile in ambito di produzione.

Si prospettano tempi duri per Microsoft – e soprattutto per il suo CEO Steve Ballmer – ma la presenza nelle aziende contribuirà a tenere a galla la compagnia. Certo è un magro contentino per un colosso capace di chiudere il suo primo trimestre in perdita dopo oltre 20 anni di attività ma nessuno può dominare all’infinito. I tempi cambiano e qualcuno finisce per interpretarli meglio. Così successe ad IBM che ancora produce ricchezza ma non sconvolge più come nel suo glorioso passato, così un giorno capiterà ad Apple. Non è forse questo il bello dell’innovazione?

  • http://www.isophist.com/ Emilio Orione

    Come ha detto Steve Jobs, i PC saranno come i camion, utili ma riservati alle aziende, il mondo consumer acquisterà auto (tablet o post-pc) e solo raramente avrà bisogno dei camion per suo lavoro.
    Microsoft dominerà nel settore degli autotrasporti pesanti, chi la sposta da li, ma la crescita è nelle automobili e quindi se Ms rimane fuori dal mobile rischia di rimanere con un bel fatturato ma di essere irrilevante.
    MS deve provare duramente ad entrare nel mobile, sul come sto preparando un nuovo post.
    Perché deve? Perchè le brutte notizie non vengono mai sole. Una debolezza di ms potrebbe aprire a google docs, minando office, a chromebook o linux, minando windows.
    La forza di MS è sempre stato il suo ambiente chiuso, tutti gli strumenti di ms sono fatti per funzionare assieme, se cambi qualcosa, dal backoffice, a office a windows hai problemi.
    Nel momento in cui le aziende inizieranno a cambiare qualcosa, per esempio ad integrare tablet iOS nell’ambiente, l’ambiente chiuso di ms rischia anche di essere la sua debolezza e di portare allo sconvolgimento finale.

    • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

      Vero, il trend nell’insieme è pericoloso anche se il fatturato continua a rimanere gonfio.