Cercando la testa di Mark Zuckerberg..

Mark ZuckerbergQuando le azioni di Facebook crollarono sotto i 20 dollari ci fu parecchio movimento nella blogsfera. C’era chi gridava impropriamente all’insider trading, chi esigeva la testa di Zuckerberg e chi, in barba ai bilanci complessivamente positivi, annunciava la morte imminente del social network.

E’ successo nulla di tutto ciò? Ovviamente no.

Mi spiace solo di non averne parlato a suo tempo – settembre 2012 – su Hymn to Future. In giro per i gruppi di Facebook e per i blog italiani potrebbe capitarvi di leggere dei miei commenti in cui puntualizzavo alcuni basilari fatti:

  • Facebook fattura più di un miliardo a trimestre;
  • grazie all’IPO la liquidità non manca (all’epoca >10 miliardi);
  • Zuckerberg è saldamente al comando dell’azienda;
  • il mobile è un problema ingigantito e riguarda anche Google (in diversa misura).

Certo se le azioni fossero scese ancora gli investitori avrebbero davvero chiesto la testa di Zuck ma è bastato mostrarsi convincente davanti al pubblico del TechCrunch Disrupt di San Francisco per rincuorare tutti.

Ecco i risultati:

Facebook

Le azioni dei dipendenti

Un momento critico doveva essere il termine del lockup (blocco alla vendita) di 234 milioni di azioni in mano ai dipendenti. Da alcuni giorni il blocco è saltato e dov’è il titolo? Esattamente dove stava prima Stabile ad un valore del 5% inferiore rispetto al picco raggiunto al rilascio del report Q3 2012.

Nessun dramma, nessun tracollo.

Ben lontani dall’IPO

I valori dell’IPO sono lontani ma era noto che l’azienda si stesse “prezzando alta” – molto alta – per acquisire quanto più denaro possibile. I motivi? Investitori e investimenti. I primi volevano essere remunerati profumatamente mentre per i secondi ci vogliono i dindini.

Poi credo che a Mark abbia fatto piacere pagare le tasse con l’oltre 1 miliardo intascato.

Un valore di partenza più basso avrebbe dato un’apparenza assai migliore alla compagnia ma alla fine i soldi incassati sarebbero stati molti meno.

I risultati al Q3

L’ultimo report trimestrale di Facebook ha confermato il buon andamento sebbene non presenti una crescita stellare. Le stime di Wall Street sono state superate e questo ha rafforzato la compagnia.

Nel frattempo Google ha mancato le aspettative e, sebbene il core business sia ancora forte, la crescita ha subito un rallentamento che in molti hanno correlato al calo del CPC (cost-per-click) dovuto alla diffusione del mobile.

Quindi anche BigG non è immune alla transizione e Android (nonché Google Now) è nato proprio per questo.

Wrap up

Per concludere, bisogna sempre diffidare dalle affermazioni apocalittiche specie quando queste derivano dai volatili valori di borsa. Facebook non è prossima al fallimento e se è arrivata dov’è lo deve a Mark Zuckerberg.

Il ragazzo ha la mia stessa età ed ha costruito un’azienda che ha completamente modificato il modo di vivere il web e non solo.

1 miliardo di utenti, un gigantesco numero di condivisioni e interconnessioni, sono asset di grande valore che stanno solo aspettando di essere fatti fruttare. Facebook sta impiegando più tempo di quanto non si aspettassero gli investitori ma il successo arriverà.

Immagine cortesia di Guillaume Paumier [CC-BY-3.0]

Update 15/11/2012: ieri l’ultimo lockup di Facebook è scaduto. Le azioni hanno chiuso ad un “salutare” valore di 22,36 dollari.