Quanto mercato per i nuovi Nexus di Google?
L’evento Google di lunedì è saltato per colpa di Sandy ma come si suol dire “the show must go on” ed ecco annunciati i tanto attesi terminali Nexus. Oltre alle nuove versioni del Nexus 7 – da 32GB e da 32GB con 3G – hanno destato interesse lo smartphone Nexus 4 e il tablet di fascia alta Nexus 10. Per informazioni riguardo le caratteristiche vi rimando al consueto The Verge, qui mi concentrerò sugli aspetti commerciali: quanto spazio c’è per i nuovi prodotti di Google?
Il pesce piccolo nel laghetto ancora più piccolo
Iniziamo dal Nexus 7. La tavoletta più popolare del circondario è arrivata sul mercato con un certo carico di aspettative, dopate dall’ottima dotazione hardware e dal basso prezzo. A suo tempo avevo snobbato l’operato di BigG e da qualche parte in giro per la rete ricordo di aver scritto che l’avrei considerato un successo se avesse venduto 2 milioni di unità al mese.
Così non è stato. Il silenzio di Google in occasione del report trimestrale era già un brutto presagio ma oggi ASUS ha confermato le supposizioni. Il marchio taiwanese ha venduto 2,3 milioni di tablet in 3 mesi. Nel Q2 il valore si attestava a 800.000 unità.
Non sappiamo quanti di quei 2,3 milioni siano Nexus 7 ma è possibile che BigG abbia piazzato intorno al milione e mezzo di tavolette. Considerando che il Kindle Fire originale ha – presumibilmente – raggiunto i 5 milioni di pezzi in 9 mesi non è poi così male.
Permane tuttavia l’enorme divario con i 14 milioni di iPad venduti dalla casa di Cupertino nello stesso periodo.
I due nuovi modelli e il calo di prezzo del 16GB aiuteranno in qualche modo la diffusione ma ora che dei competitor sono sopraggiunti e Apple ha sganciato il ben più costoso iPad mini chissà dove arriveranno.
La sfida più dura
Al Nexus 10 tocca una sfida sopra la sua portata. Il prodotto ha grandi qualità tecniche, soprattutto considerando il display che Samsung ha adottato. Ma l’aspetto non è dei migliori e il prezzo, 399 dollari, è competitivo ma non da strapparsi i capelli. Di fatto se la batte direttamente con l’iPad partendo però da un’ecosistema meno maturo, con un marchio più debole e con un appeal limitato.
Oltre alle qualità tecniche serve molto di più. Oggi non è certo problematico trovare alternative al padellone – come i Galaxy Note e Tab 10.1 – a prezzi ben più abbordabili ma è evidente che non hanno guadagnato una grande trazione (come dimostrato dai dati divulgati in occasione del processo Samsung v. Apple).
Il Nexus 10 può fare di meglio ma i numeri saranno ben al di sotto del fratello minore.
Il lancio senza pretese
Delle varie soluzioni presentate il Nexus 4 è quella che ho trovato più interessante. L’hardware è mostruoso, finalmente abbiamo un device costruito con materiali premium (Gorilla Glass davanti e dietro, schermo laminato e via dicendo) il tutto farcito con il supporto diretto della casa madre. Davvero non male.
Il prezzo poi è l’aspetto migliore, 349 dollari per il modello da 16GB, ben al di sotto del blasonato Galaxy S III.
Manca la connettività LTE, qualcosa di cui in Italia non avvertiamo necessità ma che altrove può pesare sulla decisione d’acquisto. Senza dimenticare che le acque si stanno muovendo pure da noi.
Anche qui non si stanno cercando grandi numeri. Tutt’altro. BigG non vuole scendere a patti con i carriers e questa è una delle ragioni per cui manca il supporto alle reti di ultima generazione: senza gli operatori non ha senso integrarle.
Ma quanto mercato potrà mai avere una soluzione venduta nei canali più deboli?
La speranza è l’ultima a morire?
Tutto questo non rende giustizia al lavoro di Google. I Nexus mostrano grande qualità e prezzi contenuti. Fanno parte di un’ecosistema solido, con dietro il supporto di BigG che fornisce aggiornamenti costanti e puntuali.
Ma quando si parla di mercato sono i numeri a farla da padrone e le premesse non sono buone. Per i tablet c’è poca domanda al di fuori di Apple nonostante i prodotti non manchino. Fra gli smartphone la situazione è differente, come testimonia il successo di Samsung, ma Google ha scelto deliberatamente di non pestare i piedi a nessuno e volare basso.
Eppure nonostante Android non rappresenti una fonte di redditività ci sono due obiettivi importanti che dovrebbero stimolare un maggiore impegno:
- ridurre la dipendenza da Samsung;
- far decollare i tablet Android prima che Windows prenda il loro posto.
Il secondo è forse più a portata di mano. Ma Windows 8 verrà piazzato su ogni PC venduto ai consumers da oggi in poi e per quanto possa crollare il mercato parliamo di decine di milioni di unità a trimestre, quanto potrà sperare di fare il motore di ricerca più amato del mondo?
Update 31/10/2012: il Wall Street Journal ha riportato alcuni dati rivelati da David Chang, CFO di Asustek (grazie ad Antonio Mansi per la segnalazione). Nell’ultimo mese sarebbero stati venduti quasi 1 milione di Nexus 7 mentre in precedenza i valori erano sensibilmente inferiori. I numeri sono compatibili da quanto desunto dal bilancio della compagnia.

