Cosa sta succedendo ad Apple?

Apple Store - New YorkIl 23 Aprile è passato e la casa di Cupertino ha rivelato i numeri del Q2 2013 fiscale (Q1 2013 solare). Nonostante i presunti allarmismi di Reuters i risultati sono in crescita. Almeno lo sono quelli relativi alle vendite.

Ma a quanto pare il macro-mercato delle soluzioni mobile sta maturando e il vantaggio da first-mover della Mela diminuendo. Per mantenere la sua posizione e proteggere la piattaforma iOS la compagnia sta sacrificando parte dei margini. Diamo uno sguardo ai numeri:

  • Ricavi complessivi per 43,60 miliardi di dollari contro i 39,19 miliardi del Q2 2012
  • Utili netti per 9,5 miliardi di dollari contro gli 11,62 miliardi del Q2 2012
  • 37,4 milioni di iPhone venduti contro i 35,1 milioni Q2 2012
  • 19,5 milioni di iPad venduti contro gli 11,8 milioni del Q2 2012
  • 3,95 milioni di Mac venduti contro i 4,02 del Q2 2012
  • 12,5 miliardi di dollari di cash flow generati per un totale di 145 miliardi “liquidi”

Ed ecco l’andamento storico dei ricavi e degli utili:

La stagionalità dei risultati di Apple si sta facendo sempre più marcata. Il trimestre “natalizio” segna risultati impressionanti mentre quello seguente mostra dei cali congiunturali. Sembra proprio che fra i regali da scartare sotto l’albero i gadget della Mela spopolino.

Detto questo la società ha comunque segnato una crescita delle revenues di circa l’11,5% year-over-year, non è affatto male. Gli iPhone sono avanti del 6,5% ma distanti dagli spaventosi incrementi ai quali ci avevano abituati.

Quali sono le ragioni?

Questione di consumatori

La risposta più semplice al rallentamento della crescita del Melafonino è Samsung. Del resto la casa coreana ha piazzato oltre 40 milioni di Galaxy SIII e segnato numeri record. Ma sarebbe anche una risposta superficiale, capace di spiegare solo in parte il fenomeno.

Gli smartphone si sono diffusi a macchia d’olio, così rapidamente che oggi se ne vendono più dei dumbphone [strambo nome per indicare i vecchi cellulari]. La forte penetrazione nei mercati occidentali cambia le regole del gioco: i nuovi consumatori sono composti da soggetti meno sensibili all’innovazione e potenzialmente più attenti al rapporto qualità/prezzo. Questo sfavorisce Apple e dato che le differenze fra una generazione e la successiva stanno diminuendo, gli acquisti dei “vecchi” terminali crescono di peso.

Inoltre in paesi come Cina e India gli iPhone sono particolarmente costosi, ragion per cui si vocifera il lancio di un modello “economico” durante il 2013. Anche qui gli acquirenti ripiegano sui validi modelli precedenti. Dati alla mano il prezzo medio per singola unità è sceso del 3,5% a 613 dollari. Una performance straordinaria per un prodotto nato nel 2007 e ancora sulla bocca di tutti ma abbastanza, unito all’aumento dei costi dei componenti, per ridurre i margini dell’azienda in modo sensibile.

Non dimentichiamo che l’iPhone conta oggi per il 52,6% dei ricavi complessivi dell’azienda ed è il prodotto a maggior valore aggiunto.

La crescita del Mini

Ma di impatto ancora maggiore sui conti dell’azienda è stato l’iPad Mini. Le tavolette della Mela non hanno ancora incontrato un serio competitor, a 3 anni dal lancio mantengono la leadership in termini di quota di mercato grazie al modello economico lanciato ad Ottobre 2012. Di fatto stanno trainando la crescita di iOS e l’incremento y-o-y delle unità vendute è uno strabiliante +65%. Wow!

La versione ristretta che tanto piace ai consumatori non rende però quanto il fratello maggiore. E infatti il prezzo medio per iPad è sceso da circa 530 dollari a 449$.. -15,3%..

Questo era uno dei motivi per i quali affermai che Apple non avrebbe mai lanciato un iPad Mini, sbagliando clamorosamente. Ma almeno sugli effetti di breve periodo avevo ragione. Cook ha dato priorità alla difesa della piattaforma e con il senno del poi credo sia stata la soluzione migliore.

Il peso dell’iPad sul fatturato complessivo della compagnia è salito dal 16% al 20% e questo ha acuito il calo dei margini.

Mac in declino ma più costoso

I Mac in controtendenza sono saliti di valore, il loro prezzo medio è più alto che mai. Il mercato PC sta però rallentando sia nei numeri – e questo lo sappiamo bene – ma pure nell’avanzamento tecnologico. Soluzioni di 3 anni fa si comportano ancora dignitosamente in tutti i task “principali” e questo fa diminuire la “smania” di rinnovare il parco macchine domestico.

Nonostante questo i ricavi dal business tradizionale di Apple sono in crescita del 7,4%. Una piacevole seppur poco influente sorpresa.

iTunes spacca

Si consolida il ruolo centrale di iTunes – e dell’App Store – nelle strategie di crescita dell’azienda. I ricavi passano da 3,17 miliardi di dollari a 4,11.

Un regalo agli investitori

Per placare i mercati che da qualche tempo mostrano segni di sfiducia verso la compagnia – le azioni sono passate dagli oltre 700 dollari di settembre ai circa 400 delle ultime settimane – Cook e compari hanno preparato un piano interessante. Rafforzeranno il buyback – l’acquisto di azioni proprie – estendendolo per 60 miliardi. La mossa porterà una crescita al valore del titolo e darà un impiego utile a parte dei 145 miliardi di liquidità in mano alla compagnia.

Inoltre i dividendi verranno “dopati” del 15%.

Se andiamo a vedere l’andamento del titolo dal 23 ad oggi, i risultati sono già visibili:

AAPL

Per le novità si dovrà aspettare l’autunno

Chi si aspettava un nuovo iPhone per Giugno dovrà ricredersi. La casa sta lavorando su qualcosa di grosso ma prima dell’autunno non potremo acquistarlo. Nel frattempo il WWDC di Giugno è già andato sold-out e probabilmente la casa rivelerà le novità in serbo per iOS 7. Dall’iPhone 5S mi aspetto solo innovazioni incrementali e il grosso salto lo porterà il software. I rumors lasciano supporre che Ive stia lavorando attivamente alla nuova interfaccia dell’OS che potrebbe essere rinnovata radicalmente per la prima volta dal 2007.

Si prospetta un anno duro per Apple ma questo non vuol dire che non sarà ricco di glorie. I soldi continuano a fluire copiosi nelle casse e la piattaforma iOS ha assunto una dimensione tale – tenendo conto anche di iTunes – che non si intravvede la possibilità di un crollo, non senza che vi sia uno sconvolgimento del mercato [disruption]. Questo quarto si è chiuso ricordando al mondo che Apple è un’azienda e in quanto tale non può migliorare in tutto per l’eternità. Anche dal prossimo quarto non dobbiamo aspettarci grossi salti – Cook ha parlato di un andamento piatto y-o-y – e prepararci per un autunno stracarico di annunci fra iPad, iPhone e una novità “segreta” [iWatch?].

  • Enrico

    Ogni pezzo che viene venduto da Apple è per me fonte di grande stupore! Anche se vendesse un solo pezzo l’anno sarebbe comunque un risultato strepitoso: sono prodotti dal rapporto qualità prezzo quasi nullo e sono chiusi come un forziere in fondo al mare… Si vede che per vendere bisogna essere bravi nel marketing e basta!

    • http://www.hymntofuture.com/ Davide Costantini

      Mi sembra un giudizio decisamente poco generoso.

      E poi, di che tipo di marketing parliamo? Nell’ultimo anno Samsung ha speso 4 volte tanto in pubblicità e altre forme di promozione, Microsoft una volta e mezza.