Just call me iPad

The new iPadIeri il Capitano (Tim) Cook, CEO di Apple, ha presentato l’ultima generazione dell’iPad che a dispetto del fratello minore e dei suoi predecessori, sfoggia un nome privo da prefissi o suffissi. Come del resto avviene già per la quasi totalità dei prodotti della casa.

La scelta, oltre a mandare in panne una buona parte della stampa di settore, morbosamente attaccata alle speculazioni, appare perfettamente coerente con l’immagine minimalistica e asettica della Mela. Non rientra certo nello stile della società apporre sigle accattivanti – Turbo, SX, GTR e via dicendo – da sfoggiare nelle pubblicità. Roba più da Gillette che da Apple.

Non mi dilungherò molto sulle innovazioni apportate, non faticherete a trovare tutti i dettagli sui siti specializzati, fra i quali vi consiglio Ars Technica e AnandTech che sono sempre completi e accurati. Vi basti sapere che il nuovo iPad è un aggiornamento del modello precedente, che punta più all’esperienza d’uso che alle prestazioni pure. Del resto la Mela controlla circa i 2/3 del mercato, è nel momento storico migliore di tutta la sua storia, e quindi il lavoro si è focalizzato sul miglioramento degli aspetti tecnici. Rivoltare completamente il prodotto ogni anno è folle e non permette di recuperare a pieno i costi di sviluppo. Il medesimo trend lo ritroviamo nell’iPhone che subisce un major update ogni due anni alternato da un minor. Più il mercato post-PC diventa maturo e più lentamente assisteremo a degli stravolgimenti.

All’atto pratico cosa c’è di nuovo? Neanche tanto poco. Lo schermo è stato portato a “livello Retina” – tanto per usare un linguaggio alla Dragonball – quindi la risoluzione raggiunge un incredibile 2048×1536 pixel, maggiore di quella del mio monitor da 24″. La densità è pari a 264 pixel per pollice quadrato, inferiore agli oltre 300 dell’iPhone ma sufficienti ad archiviare per sempre il problema pixel. Abbiamo un nuovo System-on-a-Chip, l’A5X che utilizza i due core A9 già visti per l’iPad 2 e l’iPhone 4S ma dispone di una nuova GPU a “4 cevelli”.

Il processore grafico è quasi certamente un Power VR SGX 543MP4, necessario per garantire reattività e buone prestazioni dato l’aumento della risoluzione.

C’è anche una nuova fotocamera da 5 megapixel capace di catturare video a 1080p, niente male. L’unica delusione è la mancanza di Siri anche se è possibile “dettare” al device cosa scrivere attivando il pulsante Speech della tastiera (virtuale). Infine, il peso è aumentato di circa 50 grammi mentre lo spessore di qualche misero millimetro. E’ evidente che lo schermo, unico nella sua categoria, ha comportato alcuni piccoli sacrifici nel design del prodotto. L’autonomia è la medesima della vecchia generazione, grazie ad una dotazione di batterie stratosferica (42,5Wh, il 70% in più rispetto all’iPad 2), mentre le versioni con SIM ora dispongono di un nuovo baseband che supporta sia 3G che LTE.

Che si può dire di questo lancio? Non molto in verità. Il nuovo padellone è un ottimo prodotto, venduto allo stesso prezzo del precedente. Non ci sono buone ragioni per non acquistarlo (a meno che non abbiate già la seconda generazione). Lo schermo Retina è un deciso passo avanti nell’esperienza d’uso e non ci vorrà molto prima che questa classe di display approdi nei Mac, partendo dai notebook. La casa ha scelto di non passare ad un SoC Quad core (CPU side) e condivido il pensiero, l’utilità su questi prodotti è decisamente opinabile. Al contrario la grafica è stata correttamente aggiornata per venire incontro al maggior carico di lavoro.

Si può discutere molto invece sulla condotta dei giornalisti. La Apple sta vivendo un momento di grande benessere ed è fondamentalmente sulla bocca di tutti, esperti e non. Non ricordo di aver mai visto un lancio di Windows riportato su ANSA in passato, mentre ora le news riguardanti i prodotti della Mela vengono pubblicate ovunque. Basta poco a diventare maligni, pensando a tutte le stupidaggini lette negli ultimi mesi riguardo all’iPad. Non è nulla di nuovo, per ogni lancio della casa la storia si ripete.

Ho già espresso il mio scetticismo verso la possibilità che venisse presentato un iPad da 8″ o meno, un vero e proprio non-sense dato il modello di business di Apple. A quanto pare Cook mi vuole particolarmente bene e ha avuto il buon gusto di non smentirmi.

Dovremmo abituarci a vedere lanci “più tranquilli” alternati ad altri decisamente più interessanti. Un mercato durante la fase di sviluppo ha ritmi molto aggressivi ma ci sono dei limiti. Puntando verso la maturità, ancora decisamente lontana, i margini di crescita diminuiscono e gli investimenti si fanno più pesanti. Non ci potrà essere un iDevice nuovo e sconvolgente ogni anno e la nuova rivoluzione della Apple, se ci sarà, difficilmente si avrà nel campo post-PC dove la traiettoria sembra stia venendo definita. Lì c’è da aspettare la promettente entrata di Microsoft che si troverà a competere in un contesto estremamente difficile. Il futuro colpo della Apple potrebbe essere l’intrattenimento televisivo, ma è tutto da vedere. Nel frattempo godiamoci le novità con un pizzico di realismo, che non guasta mai.

Il 7 marzo è stata una buona giornata dopo tutto, l’iPad rimane sul trono di miglior post-PC device e le novità ne consolidano il posizionamento. Solo Apple può permettersi di ordinare milioni di schermi Retina con la sicurezza di vendere il prodotto e per qualche mese la concorrenza non sarà in grado di fare altrettanto, lasciando alla creatura di Jobs campo libero. Ma per i prodotti low cost, come il Nook Tablet e il Kindle Fire, non si palesano particolari pericoli.

Aspettiamo le mosse di Google e soprattutto di Microsoft per provare un po’ di brio in un mercato che sembra proprio essere a senso unico.