Apple, troppo astio può solo fare danni

Apple StoreApple e Samsung stanno combattendo una cruenta guerra per accaparrarsi il ricco mercato delle soluzioni post-PC. Il valore complessivo è superiore ai 200 miliardi di dollari e nessuno vuole fare concessioni. Al tempo stesso le due case sono legate da rapporti di fornitura che rendono questa violenta competizione bizzarra.

Negli ultimi 6 mesi i toni si sono fatti più accesi fra pubblicità canzonatorie di Samsung, attacchi più o meno sensati da parte di un top manager di Apple [Phil Schiller] e addirittura una pagina di “risposta” sul sito della casa di Cupertino che evidenzia le potenzialità dell’iPhone all’indomani del lancio del Galaxy S IV.

Le guerre non sono belle da vedere ma questa è la competizione, sarebbe molto peggio subire un monopolio.

Chi insegue ha molto meno da perdere

Semmai il problema che rilevo riguarda Apple e le ricadute che questa lotta nel fango può causare. Di certo la Mela non smetterà di vendere iPhone e iPad per un paio di svarioni – credo che neanche a Cupertino sappiano come smettere di vendere i loro prodotti – ma si avverte una tensione interna che i giornalisti sfruttano per fare notizia. Che a causarla sia paura, rabbia o entrambe le cose è impossibile da dire da fuori.

Il successo di Samsung non può essere ignorato, è una realtà, ma bisogna ammettere che fra le due compagnie c’è ancora un abisso in termini di ricchezza generata e che il Galaxy S III per quanto sia stato decisamente lo smartphone Android più venduto è ancora ben lontano dai numeri dell’iPhone.

L’S IV continua il trend ma non presenta nulla che faccia strappare i capelli mentre il keynote di presentazione ha riscosso critiche fortemente negative, è stato noioso e fastidioso a tratti. Ne venderanno comunque decine di milioni.

Finire “a cagnara” non avvantaggia mai la squadra più forte sulla carta, a trarne beneficio sono generalmente gli inseguitori. La casa di Cupertino s’è buttata nella mischia maldestramente dando adito a critiche che avrebbe potuto evitare rimanendo in silenzio. Finire “a cagnara” non avvantaggia mai la squadra più forte sulla cartaE questo avrebbe mantenuto l’attenzione sulle carenze della rivale piuttosto che far saltare in aria i blog per le parole di Schiller.

Infine entrambi i colossi potrebbero presentare uno smart watch entro la fine dell’anno. Apple è stata criticata molto per non aver tirato fuori ancora nulla di disrupting dopo il lancio – datato 2010 – dell’iPad. Onestamente nutro dello scetticismo sulla possibilità che un eventuale iWatch possa rivelarsi l’ennesima rivoluzione, ma chissà che non mi sbagli alla grande. Se però i coreani anticipassero la casa mostrando un prodotto altrettanto convincente, condizione tutt’altro che scontata, potrebbe incrinarsi l’immagine di straordinaria innovatrice di cui oggi gode la Mela.

Che poi sarebbe solo la fine di una lunga ubriacatura [nessuno può anticipare il mercato in eterno], con l’eccezione che gli investitori non la prenderebbero con filosofia come me.