Apple e Intel insieme? Interessante per entrambe

Intel Ivy BridgeIn barba ai vecchi rumors che davano Apple e Intel in rotta di collisione per via degli ultrabook (voci che ho sempre contrastato con forza), pare che le due case potrebbero collaborare insieme per la fabbricazione dei preziosi SoC per device mobile. E’ un grande “forse” anticipato da Reuters, nulla su cui si possa fare affidamento.

Non è però un’idea così bislacca come può sembrare. Le due aziende hanno sempre avuto il canale di comunicazione aperto, non solo per via dei Mac ma anche per il lancio del primo iPad: Steve Jobs voleva dotare il padellone di una CPU Intel ma fu dissuaso dal suo staff per via degli eccessivi consumi dell’Atom dell’epoca.

Oggi non si parlerebbe di integrare Medfield e i suoi successori nei prodotti della Mela, sarebbe folle ed il software andrebbe ricompilato, ma di fabbricare gli oltre 200 milioni di SoC annui basati sul design proprietario della casa di Cupertino. Valore? Fra i 3 e i 4 miliardi di dollari all’anno che andrebbero “sottratti” dal bilancio di Samsung, secondo produttore di semiconduttori al mondo dietro a – guarda un po’ – Intel.

Chipzilla fornirebbe anche un vantaggio competitivo notevole ad Apple, le loro fonderie sono di gran lunga le più avanzate al mondo e degli eventuali SoC a 14nm tri-gate farebbero la differenza in termini di prestazioni e autonomia dei terminali.

Inoltre sta vivendo il declino del mercato PC che costituisce il 70% delle sue revenues. Le fabbriche avanzatissime di cui dispone richiedono investimenti giganteschi – per la costruzione di un nuovo sito produttivo si parla di 10 miliardi di dollari, cifre simili a quelle di una centrale nucleare – che devono essere coperti da una produzione continua.

Le prospettive sono molto interessanti per entrambi i colossi e Intel non avrebbe le paure di TSMC di dipendere da un cliente come Apple, motivo per il quale pare non essersi concretizzata ancora una partnership con i taiwanesi. Da seguire.