Apple continua sulla buona strada

Tim Cook featuredLunedì sera Tim Cook ha mostrato al mondo alcune delle novità con cui Apple intende continuare a crescere a dismisura fino ad esplodere come una supernova. Ovviamente sto scherzando. Avrei preferito scrivere le mie impressioni sul lancio ieri ma ho scelto di informarmi un po’ meglio. Inoltre ammetto di aver avuto una giornata impegnativa che mi ha impedito di dedicare tempo a Hymn to Future.

Vi dico subito che non affronterò i prodotti uno per uno, che non parlerò di ogni singola feature, se siete alla ricerca di infomazioni su cosa è stato annunciato durante il keynote vi consiglio di “rivolgervi” a Ars Technica e The Verge. In alternativa, se masticate poco l’inglese, ho visto che Hardware Upgrade ha pubblicato un articolo esaustivo sull’evento.

MacBook Pro with Retina
E’ una macchina semplicemente strabiliante. Se non costasse 2.199 dollari ne comprerei quattro, ma dato che non sono ricco mi accontenterò di zero. Ironia a parte, è un super-laptop propriamente detto con hardware superiore a qualsiasi altro prodotto in commercio. Certo i nerd dell’hardware – categoria di cui faccio fieramente parte – potrebbero storcere il naso: a molto meno si possono trovare CPU e GPU (unità grafica, la parte “pensante” di una scheda video) migliori. Ma un laptop è un complesso sistema di componenti di cui certe volte si sopravvalutano le parti dedicate al calcolo sottovalutando quelle dedicate all’esperienza d’uso. E per form factor e qualità del display il nuovo MacBook è un prodotto unico.

MacBook Pro with Retina

Più una dimostrazione di forza che una soluzione in grado di far crescere la Apple: a quel prezzo è per sua natura un prodotto di nicchia. Ho letto qualche commento negativo sulla scelta di fare due “diversi livelli” di MacBook Pro, qualcuno avrebbe preferito vedere tutti Retina per i laptop di punta. Certo sarebbe stato possibile mettere il pannello come “add-on a pagamento” per tutti i MacBook Pro. Ma un display di questa classe necessita di molta corrente per lavorare e l’autonomia ne avrebbe risentito. La Mela ha dovuto fare delle scelte per integrarlo e quindi mal si sarebbe adattato ad essere una mera opzione. Sono d’accordo con la linea dell’azienda e non credo avessero alternative.

iOS 6
Avrei potuto dedicare qualche riga a Mountain Lion ma non lo farò. C’è poco da dire, è un aggiornamento evolutivo che non scalda particolarmente i cuori. Ops m’è scappato, alla fine ne ho parlato lo stesso.

iOS 6

iOS è molto più interessante per vari motivi. Innanzitutto dei 39 miliardi di dollari di ricavi del primo trimestre 2012 di Apple, oltre 30 provengono da iPhone, iPad e iPod. Senza neanche considerare le vendite su iTunes attraverso questi dispositivi che comunque sono una fetta piccola a confronto. iOS è il business principale della Mela.

E quindi è questa l’area in cui l’azienda ha convogliato i maggiori sforzi. I risultati si vedono. La nuova Maps porta l’OS a pari con l’offerta Android (e di Nokia che però non è un pericolo) per quanto riguarda la navigazione turn-by-turn.

Ma più interessante è l’effetto combinato con Siri [finalmente in italiano!!] in grado di rispondere a sempre più quesiti: non so se avete fatto caso che i risultati delle nuove “ricerche” – sport , ristoranti, cinema – sono tutti provvisti da concorrenti di Google, come Yelp e Open Table ad esempio.

Si sta quindi verificando quello “shift” dal motore di ricerca più amato del mondo a servizi concorrenti, dettato dalla competizione con i prodotti Android e consentito dal controllo della piattaforma di cui la Mela dispone.

L’integrazione con Facebook completa il cerchio. Del resto FB vuole diventare il principale servizio al mondo per l’advertisement e quindi scalzare Google. Per cui venire a patti con Apple era naturale.

Samsung ha stupito con il lancio del Galaxy S III ma il nuovo iOS dimostra come avere il pieno controllo del software sia ben più potente di avere hardware alieno. Il tasto dolente sono sempre gli aggiornamenti e l’inclusione del 3GS fra i device supportati, sebbene con qualche limitazione, gira il dito nella piaga.

iMac e Mac Pro: scenario desolante
Avrei preferito vedere degli iMac powered by Ivy Bridge. A quanto pare dovremo aspettare ma non ci sono dubbi che arriveranno. Purtroppo il rinnovo dei Mac Pro è stato molto leggero, giusto una rivisitazione del parco CPU che comunque sono datate. Sapete come la penso sui Mac Pro e spero che la Mela si svegli per aggiornarli. In ogni caso, queste linee prodotto non sono i best sellers dell’azienda che non subirà danni economici per i ritardi accumulati.

Update: pare che Apple non abbia accantonato i Mac Pro e promette novità per il 2013.. Un po’ tardino ma meglio di niente.

Conclusioni
Fare lanci convincenti a tutte le scadenze non è facile ma la Mela ci riesce benissimo. E’ difficile vedere negativamente il keynote di lunedì: l’azienda continua sulla sua strada con fermezza e buoni prodotti. Apple ha ipotecato il suo futuro prossimo e non vedo grossi sconvolgimenti in vista.